Ancora una volta i fatti, leggibili sotto vari angoli, smentiscono il tremendismo.
Personalmente ritengo che il comunicato, l’unica cosa certa e su cui discutere, sia un risultato migliore di quello che sino alla vigilia si poteva prevedere.
Un documento che dimostra come – al di là delle dichiarazioni ed esibizioni personali – i sistemi si parlano ( e probabilmente si capiscono e si integrano).
La NATO non è crollata, l’articolo 5 non è messo in discussione, la deterrenza e la dissuasione rimangono al centro con la evidente necessità (ma anche volontà) di una evoluzione e in certi aspetti di passaggio di testimone
Progressivamente emergeranno dettagli, e si apriranno discussioni e trattative a livello tecnico: censori, opinionisti (e “gufi”) che pontificano su termini che probabilmente non dominano (tra cui deterrenza, dissuasione, resilienza) non hanno approfondito il fatto che su questi temi è in corso da anni, almeno quattro, un vivace dibattito interno agli USA, con aspre e non solo vivaci contrapposizioni tra le diverse FFAA, addirittura all’interno di una stessa FFAA, come la US Navy.
Forse – depurata dall’ antitrumpismo – occore una riflessione nostra e soprattutto europea su tre problemi di fondo, forse riconducibili a due : deterrenza e dissuasione.
Prima di discutere in merito a contrapposizioni con gli USA (valutandone le origini, motivazioni e soggetti a cui ricondursi, su ambedue le sponde ) italiani ed europei prima di parlare di conflittualità transatlantica dovrebbero, forse:
essere tutti d’accordo e solidali sulla minaccia: troppi ammiccamenti a Russia e Cina, e non sempre attribuibili a Trump;
essere d’accordo che per il momento la deterrenza, è necessariamente in mano agli USA, e ne abbiamo bisogno, mentre dobbiamo concorrere di più alla dissuasione:
- per essere d’accordo sulla dissuasione ciascuno deve investire sulla (propria) resilienza.
Purtroppo, per 80 anni abbiamo appaltato, terziarizzato, non solo la deterrenza ma anche gran parte della dissuasione. Ci siamo però dimenticati di onorare gli accordi, e corrispondere all’appaltatore le compensazioni via via pattuite, compensazioni non solo oneri (Germania in testa, in tutti gli aspetti negativi).
Trump – sgradevole – è solo l’attuale portavoce dell’insofferenza dell’appaltatore …
…. queste note non sono ottimismo e illusione, solo una provocazione, strumentale per un dibattito lontano da qualsiasi ideologia o preconcetto … qualsiasi strategia va fatta guardando avanti, e non al passato, meno a colpe… qualsiasi analisi che possa dare un contributo deve essere depurata da qualsiasi militanza.
….. una cosa dovrebbe essere certa, per tutti: la NATO non è crollata, è ancora un valore, non solo da difendere, ma è l’ unica stretta coperta che ci protegge ancora dal “freddo”, chiamiamolo così….
GIAN CARLO PODDIGHE
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