Donald Trump è sempre più frustrato dal modo in cui l’Iran sta gestendo le trattative per porre fine alla guerra, tanto che alcuni collaboratori del presidente americano ritengono che in queste ore lo stesso Trump stia prendendo in seria considerazione la ripresa delle operazioni militari contro Teheran dopo aver bollato come “inaccettabile spazzatura” la risposta iraniana alle proposte Usa e aver detto che il cessate il fuoco tra i due Paesi è appeso a un filo. Lo riferisce la Cnn citando fonti a conoscenza del dossier.
Trump è diventato impaziente per la continua chiusura dello Stretto di Hormuz, così come per quella che percepisce come una divisione nella leadership iraniana che impedisce a Teheran di fare concessioni sostanziali sui colloqui nucleari.
Per alcuni funzionari del Pentagono – riferisce sempre la Cnn – la situazione può sbloccarsi solo a fronte di un approccio più aggressivo che si traduce nel mettere pressione sugli iraniani al tavolo, accompagnando il tutto con alcuni attacchi mirati che possono indebolire ulteriormente la posizione di Teheran.
Ma, all’interno dell’amministrazione Trump, ci sono anche le posizioni di chi continua a sollecitare una soluzione diplomatica, magari pretendendo che anche i mediatori pakistani siano molto più diretti nelle loro comunicazioni con gli iraniani. Alcuni funzionari del presidente Usa si stanno chiedendo da tempo se i pakistani stiano trasmettendo in modo aggressivo o no il malcontento di Trump per l’andamento dei colloqui.
Sta di fatto che Trump ha incontrato nuovamente il suo team di sicurezza nazionale alla Casa Bianca ieri per discutere le opzioni future e ragionare sulle possibili opzioni. Fonti a conoscenza dei colloqui affermano che è improbabile che una decisione importante su come procedere venga presa prima della partenza del presidente per la Cina, prevista per oggi pomeriggio.
Nel frattempo, l’Iran – attraverso il presidente del parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf – ha fatto sapere di essere pronto a “dare una lezione” in caso di attacco.
Replicando a Trump, Ghalibaf sui social ha detto che “le nostre forze armate sono pronte a rispondere e a dare una lezione per qualsiasi aggressione. Una cattiva strategia e decisioni sbagliate portano sempre a risultati negativi. Il mondo lo sa già. Non c’è alternativa se non accettare i diritti del popolo iraniano come delineati nella proposta a 14 punti. Qualsiasi altro approccio sarà completamente inconcludente; nient’altro che un fallimento dopo l’altro”.
Teheran: se nuovi attacchi valutiamo arricchimento uranio al 90%
“Una delle opzioni dell’Iran, in caso di un nuovo attacco, potrebbe essere l’arricchimento all’90 percento. Lo esamineremo in Parlamento”. Lo scrive sui social il portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera, Ebrahim Rezaei.
Iran: continuano le esecuzioni, impiccato per ribellione armata
L’Iran ha giustiziato un uomo condannato per ribellione armata, ha annunciato la magistratura, nell’ultima di una serie di impiccagioni avvenute dall’inizio della guerra con Israele e gli Stati Uniti. “La condanna a morte per Abdoljalil Shahbakhsh, figlio di Jalal, membro addestrato del gruppo terroristico Ansar al-Furqan, è stata eseguita questa mattina”, si legge sul sito web della magistratura Mizan Online. Era stato accusato di ribellione “per attacchi armati contro le stazioni di polizia e per appartenenza al gruppo ribelle Ansar al-Furqan”, hanno aggiunto le autorità.
Pakistan smentisce di aver dato rifugio ad aerei Teheran
Il Pakistan ha negato di aver fornito rifugio ad aerei iraniani sul proprio territorio, come sostenuto da Cbs. Secondo l’articolo della testata americana, Islamabad aveva contribuito a proteggere i velivoli da attacchi statunitensi, un’operazione non compatibile con il suo ruolo di mediatore. “Il Pakistan smentisce categoricamente il servizio di Cbs News sulla presenza di aerei iraniani presso la base aerea di Nur Khan, definendolo fuorviante e sensazionalistico”, ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato, “gli aerei iraniani attualmente di stanza in Pakistan sono arrivati durante il periodo di cessate il fuoco e non sono collegati ad alcuna operazione militare o accordo di protezione”.
Media: Trump chiede indagini su cronisti per fughe notizie
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto al dipartimento di Giustizia di citare in giudizio i giornalisti autori di articoli basati su fughe di notizie relative alla guerra in Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal, che sarebbe una delle testate nel mirino insieme al New York Times e al Washington Post. Secondo fonti interne all’amministrazione, il mese scorso il presidente Trump si è lamentato in privato con il ministro della Giustizia, Todd Blanche, il quale avrebbe promesso mandati di comparizione specifici per i cronisti che si sono occupati di notizie sensibili relative alla sicurezza nazionale.
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