Papa Leoneapolis…

 “L’azione dello Stato è più che mai necessaria, per dare sicurezza e fiducia ai cittadini e togliere spazio alla malavita organizzata” affinché Napoli, “perla del Mediterraneo” non resti “una semplice cartolina” ma diventi “un cantiere aperto” per costruire “una pace concreta” e restituire a Napoli “la sua chiamata a essere capitale di umanità e di speranza”. Papa Leone, nella sua visita pastorale a Pompei e Napoli, denuncia il “drammatico paradosso” della città partenopea e di tutta la regione. “Alla notevole crescita di turisti fatica a corrispondere un dinamismo economico capace di coinvolgere davvero l’intera comunità sociale”, scandisce, rimarcando come la città resti “ancora segnata da un divario sociale”, “con periferie esistenziali annidate anche nel cuore del centro storico”.

Un bagno di folla accoglie Leone, in circa 70 mila complessivamente nelle due città. Una esplosione di festa in piazza del Plebiscito con momenti di musiche e canti, da ‘O sole mio a ‘O surdato nnammurato, passando per ‘A città ‘e Pulecenella e ‘O sarracino, ma anche un tocco di internazionalità con Video killed the radio star.

Il Pontefice, nel giorno del suo primo anniversario al Soglio petrino, dice a Pompei di sentirsi “il primo benedetto per poter venire al Santuario della Madonna nel giorno della supplica” e a Napoli, dopo aver mostrato, nel Duomo, l’ampolla del sangue di San Gennaro (miracolo avvenuto sabato scorso, ndr) e aver incontrato Patrizia Mercolino, madre di Domenico Caliendo, il bambino di quasi due anni e mezzo morto lo scorso 21 febbraio a causa di un trapianto di cuore fallito, confida: “Sono qui per farmi contagiare da questa gioia”, dall’allegria di Napoli, città “bagnata dal mare e baciata dal sole” ma nella quale trovano spazio “anche ferite, povertà e paure”.

“In molte zone si scorge una vera e propria geografia della disuguaglianza e della povertà, alimentata da problemi irrisolti da tempo: la disparità di reddito, le scarse prospettive di lavoro, la carenza di strutture adeguate e di servizi, l’azione pervasiva della criminalità, il dramma della disoccupazione, la dispersione scolastica e altre situazioni che appesantiscono la vita di molte persone”, elenca il Papa che esorta a non isolare i tanti napoletani “che coltivano il desiderio di una città riscattata dal male e guarita dalle sue ferite”, veri e propri eroi del sociale.

L’invito quindi è continuare a realizzare “una Napoli migliore e più bella!”, e cita il Patto Educativo firmato nel 2022 (e rilanciato nel 2025) tra istituzioni, Diocesi di Napoli, scuole e Terzo Settore per contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica. “Radunate le forze, lavorate insieme, camminate uniti” per “sollevare la città, preservare i vostri figli dalle insidie del disagio e del male”.

“Qui la pace si costruisce promuovendo una cultura alternativa alla violenza, attraverso gesti quotidiani, percorsi educativi e scelte pratiche di giustizia”, prosegue.

Dalla città dai “mille colori”, come cantava Pino Daniele, Leone incoraggia Napoli ad alimentare la sua “dirompente energia del bene”, capace di rinnovare ogni cosa. “Che sia un impegno di tutti: assumetelo e portatelo avanti tutti insieme! Fatelo specialmente con i giovani, che non sono soltanto destinatari ma protagonisti del cambiamento”.

E mentre a Pompei il Pontefice, nella Supplica alla Madonna (scritta da San Bartolo Longo, ndr), chiede pietà “per le Nazioni traviate”, per l’Europa e per il mondo e per i tanti “che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliuolo”, nella preghiera di affidamento del capoluogo campano a Maria (scritta dal cardinale Mimmo Battaglia, ndr), ricorda i quartieri “dove il caffè sa di fratellanza e il pane si divide ancora”. Nonostante nelle periferie “il buio sembra mangiarsi il futuro e il grido di chi non ha voce rompe il silenzio dei giusti”, a Maria implora di volgere lo sguardo sui giovani che continuano a sognare, sugli anziani “memoria viva nei bassi” e sui bambini che “giocano tra le crepe dei palazzi” affinché i loro occhi non smettano mai di cercare il mare.

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