Si chiama Attenboroughnculus tau, è una vespa scoperta nelle collezioni museali che appartiene a un nuovo genere di insetti parassitoidi. A descriverla sul Journal of Natural History gli scienziati del Museo di Storia Naturale di Londra.
Il team, guidato da Gavin Broad, ha identificato una nuova specie di vespa parassita originaria del Cile, che è stata nominata in onore di Sir David Attenborough, il naturalista britannico che proprio oggi compie 100 anni. Il lavoro, commentano gli esperti, offre nuove prospettive su uno dei gruppi di vespe meno conosciuti e ribadisce il valore scientifico delle collezioni museali.
Attenborough ha notoriamente messo in luce le vespe parassitoidi nei suoi documentari. La sua capacità narrativa ha portato l’attenzione su organismi spesso trascurati a causa delle loro piccole dimensioni o dei loro cicli vitali insoliti.
“Se oggi sono un tassonomista – afferma Broad – lo devo a David Attenborough e al suo lavoro. L’insetto che abbiamo descritto rappresenta sia una nuova specie che un nuovo genere, poiché è talmente distinto dai suoi parenti più prossimi da non poter essere logicamente inserito in alcun taxa esistente”.
La piccola vespa misura appena 3,5 millimetri di lunghezza ed è stata raccolta nel 1983 nella provincia di Valdivia, in Cile. Nonostante sia stata raccolta oltre 40 anni fa, le caratteristiche insolite di questa vespa sono state notate solo di recente da Augustijn De Ketelaere durante un esame dettagliato delle collezioni di icneumonidi.
I ricercatori hanno quindi identificato una combinazione unica di tratti anatomici che distinguono l’esemplare dai generi noti. Tra le caratteristiche più evidenti, un segmento addominale fortemente curvo, sottili strutture simili a denti sull’ovopositore, utilizzato per deporre le uova, e una morfologia unica di ali e zampe.
“Speriamo di ispirare gli scienziati di tutto il mondo – conclude Jennifer Pullar, responsabile della comunicazione scientifica presso il Museo di Storia Naturale di Londra e altra firma dell’articolo – a osservare le collezioni museali in modo più attento, allo scopo di individuare dettagli o sfumature precedentemente passate inosservate che possano contribuire alla comprensione e al futuro del mondo naturale”.
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