Cronache Marziali 57

 Il presidente Usa Donald Trump dovrebbe ricevere oggi un briefing sui nuovi piani per una potenziale azione militare in Iran dal comandante del Centcom (United States Central Command), l’ammiraglio Brad Cooper. È quanto riferito ad Axios da fonti ben informate. Se confermata, la circostanza indicherebbe che Trump “sta seriamente valutando la ripresa di operazioni militari su larga scala, sia per cercare di sbloccare la situazione nei negoziati, sia per sferrare il colpo finale prima di porre fine alla guerra”.

L’auspicio, riferisce sempre Axios, è che l’Iran torni al tavolo dei negoziati mostrando maggiore flessibilità sulla questione nucleare. Un altro piano che dovrebbe essere condiviso con Trump si concentra sulla presa di controllo di una parte dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione commerciale. Un’operazione di questo tipo, ha detto una fonte, potrebbe includere forze di terra.

Un’altra opzione, già discussa in passato e che potrebbe emergere durante il briefing al quale parteciperà anche il capo di stato maggiore congiunto, generale Dan Caine, è un’operazione delle forze speciali per mettere in sicurezza le scorte iraniane di uranio altamente arricchito.

Ieri Trump ha detto ad Axios di considerare il blocco navale contro l’Iran “un po’ più efficace dei bombardamenti” e due fonti hanno riferito attualmente il Presidente considera il blocco la sua principale leva negoziale, ma che potrebbe prendere in considerazione un’azione militare se l’Iran non dovesse cedere. Cè anche il timore che l’Iran intraprenda un’azione militare contro le forze statunitensi nella regione come rappresaglia per il blocco. Il 26 febbraio, due giorni prima che Stati Uniti e Israele lanciassero la guerra contro l’Iran, Cooper tenne a Trump un briefing simile a quello organizzato per oggi.

Sempre ieri il presidente americano si è limitato a confermare che stringerà un accordo con l’Iran solo se Teheran rinuncerà a dotarsi di armi nucleari. “Hanno fatto molta strada, la questione è se ne abbiano fatta abbastanza”, ha detto a margine del suo incontro alla Casa Bianca con l’equipaggio di Artemis II. “Non ci sarà mai un accordo a meno che non accettino di rinunciare alle armi nucleari”, ha aggiunto.

Il presidente americano è tornato a descrivere la situazione economica dell’Iran come disastrosa. “La economia è al collasso, la loro valuta non ha più alcun valore e hanno una inflazione mai vista prima”. Da qui la conferma che intenderà mantenere il blocco di Hormuz e che all’Iran ora non resta che arrendersi. “Il blocco è geniale – ha detto alla Casa Bianca –. Militarmente li abbiamo annientati, ora non gli resta che dire ‘ci arrendiamo’”.

Le forze statunitensi hanno “reindirizzato” 41 navi nell’ambito del blocco dei porti iraniani. Lo ha dichiarato il Comando centrale degli Stati Uniti. “In questo momento ci sono 41 petroliere con 69 milioni di barili di petrolio che il regime iraniano non può vendere”, ha affermato il comandante, l’ammiraglio Brad Cooper. “Si tratta di oltre 6 miliardi di dollari stimati dai quali la leadership iraniana non può trarre beneficio finanziario”, ha aggiunto. Il blocco navale è in vigore dal 13 aprile.

Pezeshkian, il blocco navale Usa è destinato a fallire

Il blocco navale statunitense sui porti iraniani aggraverà le tensioni nel Golfo e non raggiungerà alcun obiettivo. “Qualsiasi tentativo di imporre un blocco marittimo o restrizioni è contrario al diritto internazionale ed è destinato al fallimento”, afferma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una nota, tali misure “non solo non contribuiranno a rafforzare la sicurezza regionale, ma rappresenteranno di fatto una fonte di tensione e un ostacolo alla stabilita’ duratura nel Golfo Persico”.

La Casa Bianca dà nuovo impulso a una coalizione per Hormuz

La Casa Bianca ha incaricato le ambasciate Usa di persuadere gli alleati ad aderire a una coalizione internazionale incaricata di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Citando un cablogramma del Dipartimento di Stato americano, il Wall Street Journal, ha rivelato l’esistenza di un progetto denominato “Meccanismo per la Libertà Marittima” (Maritime Freedom Mechanism), attraverso il quale una coalizione guidata dagli Stati Uniti condividerebbe informazioni, coordinerebbe le proprie azioni diplomatiche e farebbe rispettare le sanzioni.

Media, Usa pronti a schierare supermissile Dark Eagle

Gli Stati Uniti sono proti a schierare un supermissile per colpire l’Iran. Lo afferma Bloomberg secondo cui il Comando Centrale statunitense ha richiesto l’autorizzazione a dispiegare nella regione il missile ipersonico a lungo raggio “Dark Eagle” in grado di colpire con precisione obiettivi iraniani. Si tratterebbe del primo impiego operativo del sistema, che non è ancora stato dichiarato pienamente operativo. Ogni missile ha un costo di circa 15 milioni di dollari e può colpire a migliaia di chilometri di distanza viaggiando a oltre Mach 5. Ma tra costi, ritardi e dubbi sulla reale efficacia rischia di essere più un’arma simbolica che decisiva.

Petrolio: prezzi in rialzo con timori di escalation della guerra

I prezzi del petrolio viaggiano in rialzo sui mercati asiatici. I future sul greggio Wti avanzano a 109,2 dollari al barile (+2,21%), avvicinandosi ai livelli più alti dal 2022 mentre quelli sul greggio Brent hanno superato i 113 dollari al barile, raggiungendo i livelli più alti dal 2022, in seguito alle notizie secondo cui l’esercito statunitense avrebbe informato il presidente Donald Trump su possibili azioni contro l’Iran, alimentando i timori di un’ulteriore escalation del conflitto. Secondo quanto riferito, Trump avrebbe inoltre respinto la proposta di Teheran e ribadito che gli Stati Uniti manterranno il blocco navale fino al raggiungimento di un accordo sul nucleare, indebolendo ulteriormente le prospettive di una soluzione diplomatica. Le autorità iraniane hanno minacciato ritorsioni se il blocco dovesse continuare, accusando Trump di tentare di costringere Teheran alla sottomissione attraverso pressioni economiche e destabilizzazione interna. Nel frattempo, i dati hanno mostrato un forte calo delle scorte di greggio e di carburante, mentre le esportazioni sono salite a livelli record superiori ai 6 milioni di barili al giorno, segnalando un inasprimento delle condizioni di offerta globale in un contesto di continue turbolenze geopolitiche.

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