Cronache Marziali 55

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito “molto positiva” la visita dello scorso fine settimana a Islamabad, affermando che sono state esaminate e fissate le “condizioni specifiche” in base alle quali potranno proseguire i negoziati tra Iran e Stati Uniti. Secondo quanto riferito dall’agenzia IRNA, Araghchi – ora a San Pietroburgo – ha sottolineato che le condizioni poste da Teheran sono “molto importanti”, dopo aver lasciato il Pakistan senza mostrare una vera apertura ai colloqui con Washington. Gli Stati Uniti avevano a loro volta annullato l’invio a Islamabad degli emissari Steve Witkoff e Jared Kushner.

“Come potete vedere, abbiamo sempre avuto strette consultazioni con la Russia su una vasta gamma di questioni, soprattutto regionali, e ci sono stati continui negoziati bilaterali”, ha dichiarato il capo della diplomazia iraniana.

Dalla Russia, il ministro degli Esteri Seyyed Abbas Araghchi ha commentato la sua visita di ieri in Oman. “L’Oman è un Paese amico e vicino, che ha svolto un ruolo molto positivo in questo conflitto. Era necessario un incontro per consolidare le relazioni con i nostri vicini, soprattutto nella regione del Golfo Persico, al fine di affrontare insieme le problematiche esistenti”, ha dichiarato Araghchi all’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim.

In particolare, secondo Axios che cita un funzionario statunitense e due fonti a conoscenza dei fatti, l’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine alla guerra, rinviando a una fase successiva i negoziati sul nucleare. Secondo il sito, l’iniziativa punta a superare lo stallo diplomatico, in un contesto in cui la leadership iraniana resta divisa sulle concessioni da offrire sul programma nucleare. La proposta consentirebbe un accordo più rapido, separando il dossier militare da quello nucleare.

Tuttavia, un’eventuale fine del blocco e del conflitto rischierebbe di ridurre il margine negoziale del presidente Donald Trump nei colloqui futuri, in particolare su due obiettivi chiave: la riduzione delle scorte di uranio arricchito e la sospensione dell’arricchimento da parte di Teheran.

Axios, Trump riunisce i suoi per i prossimi passi

Il presidente americano Donald Trump terrà oggi una riunione di crisi per decidere le prossime mosse con l’Iran. Lo ha riferito il sito Axios,
Trump ha convocato nella Situation Room i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale e di politica estera. “L’incontro dovrebbe concentrarsi sull’attuale stallo nei negoziati con l’Iran e sulle possibili opzioni per le prossime fasi della guerra”, ha spiegato Axios.

L’Iran ha fatto arrivare a Washington una nuova proposta in cui accetterebbe di trattare sul suo programma nucleare a patto che gli Usa tolgano l’assedio allo stretto di Hormuz.
Nei colloqui con i mediatori pakistani, egiziani, turchi e qatarioti durante il fine settimana, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi avrebbe chiarito che non c’è consenso nella leadership iraniana su come affrontare le richieste degli Stati Uniti. Gli Usa pretendono che l’Iran sospenda l’arricchimento dell’uranio per almeno un decennio e rimuova il materiale radioattivo dal Paese.

Pasdaran, al momento giusto a fianco Libano e Palestina

I Guardiani della Rivoluzione si preparano a dare manforte a Hezollah in Libano e ai palestinesi. Ad annunciarlo è stato il comandante della Forza Quds dei Pasdaran, Esmail Qaani.
“L’eroica resistenza dell’Hezbollah libanese ha dimostrato che le narrazioni ingannevoli del regime sionista (Israele, ndr) per mettere alla resistenza e distruggere l’Hezbollah non sono altro che menzogne”, ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani.
“Il regime sionista, nonostante abbia sostenuto costi esorbitanti, impiegato ingenti risorse umane e militari e sperperato il denaro dei contribuenti americani, è più disperato e impotente che mai di fronte all’iniziativa e alla fermezza dei coraggiosi giovani libanesi”, ha assicurato.

Pasdaran, disinnescate bombe anti-bunker Usa. Ora a studio

Gli artificieri dei Guardiani della rivoluzione hanno annunciato di avere disinnescato 15 ordigni tra bombe anti-bunker e droni statunitensi lanciati durante la guerra dei 40 giorni e rimaste inesplosi. I Pasdaran, si legge in un comunicato riportato dall’agenzia Irna, hanno “individuato e neutralizzato con successo più di 15 missili pesanti appartenenti al nemico” e in particolare bunker-buster del tipo Gbu e Blu “i cui meccanismi esplosivi non avevano funzionato”. Ritrovati anche droni avanzati come gli Harop, i Lucas, gli Mq-9 e gli Hermes.
Ora Teheran cercherà di appropriarsi della tecnologia delle bombe, ha spiegato la nota. Gli ordigni “sono stati trasferiti alle unita’ tecniche e di ricerca per capirne il funzionamento”.

Bbc, 2.400 marittimi su 105 navi bloccate a Hormuz

Da settimane, 2.400 marittimi sono bloccati su oltre 105 petroliere cui viene impedito di attraversare lo Stretto di Hormuz. A riferirlo alla Bbc è stato l’amministratore delegato dell’associazione di categoria Intertanko, Tim Wilkins.
A bordo delle navi ferme c’è “grande preoccupazione, stress e stanchezza”, ha riferito. Gli equipaggi devono amministrare con oculatezza i beni di prima necessità, tra cui cibo e acqua, e occuparsi di mantenere le imbarcazioni in piena efficienza e liberarsi dei rifiuti. Molti di questi marinai “sono bloccati senza alcuna certezza su quando potranno tornare a casa”, ha sottolineato.

Araghchi, progressi negoziati ma sbagli ed eccessi da Usa

Al suo arrivo a San Pietroburgo, il ministro degli Esteri Seyyed Abbas Araghchi ha segnalato progressi nel processo negoziale ipotecati da quello che definisce “approcci sbagliati” e “richieste eccessive” degli Stati Uniti. Lo ha riferito l’agenzia stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, riportando le dichiarazioni di Araghchi al suo arrivo all’aeroporto di San Pietroburgo.
“In ogni caso, ci sono stati sviluppi nel processo negoziale ma gli approcci sbagliati e gli eccessi degli Stati Uniti hanno fatto sì che il precedente ciclo di negoziati non raggiungesse i suoi obiettivi nonostante i progressi”, ha detto il capo della diplomazia di Teheran.
In merito alla sua visita bilaterale di ieri in Pakistan, Araghchi ha affermato che “per quanto riguarda il Pakistan, questo Paese amico ha svolto un ruolo importante nella mediazione dei negoziati tra Iran e Stati Uniti di recente, ed era necessario discutere degli ultimi sviluppi”. A Islamabad, ha aggiunto, “abbiamo esaminato quanto accaduto in passato e discusso come e a quali condizioni i negoziati potrebbero proseguire”.

Lascia un commento