II designatore degli arbitri di serie A e B Gianluca Rocchi è indagato per ‘concorso in frode sportiva’. Venerdì sera gli è stato notificato un avviso di garanzia. L’inchiesta con al centro il campionato 2024-2025 condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione cova dall’estate dello scorso anno sotto le macerie della crisi del calcio italiano e sta esplorando tutte le sue componenti, dagli arbitri alla Figc ai club fino ad arrivare alla giustizia sportiva.
Rocchi è “sereno e va avanti”: così riferivano ambienti vicini all’ex arbitro internazionale che però nella serata di sabato 25 aprile ha deciso di autosospendersi dal ruolo di responsabile della Can. L’interrogatorio di garanzia di Gianluca Rocchi è stato fissato nell’invito a comparire per il giorno giovedì 30 aprile alle 10. In quell’occasione, il designatore degli arbitri di serie A e B avrà la possibilità di difendersi dall’accusa di ‘concorso in frode sportiva’ formulata dal pm Maurizio Ascione a meno che non decida di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Non solo ma c’è dell’altro: anche il supervisore Var Andrea Gervasoni è indagato in “concorso con altre persone” per frode sportiva dalla Procura di Milano e anche lui si è autosospeso. Nell’avviso di garanzia letto dall’AGI che gli è stato notificato venerdì sera, si legge che “durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinchè questi richiamasse Giuia all’ ‘on field review’ ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco”. I fatti risalgono all’8 marzo 2025.
L’Aia (l’Associazione italiana arbitri) – in una nota ufficiale – ha fatto sapere che il designatore arbitrale della Commissione Nazionale Arbitri per la serie A e B, Gianluca Rocchi, ha comunicato “nella serata odierna al vice presidente vicario dell’Aia, Francesco Massini, la propria decisione di autosospendersi dall’incarico ricoperto, con effetto immediato, a seguito dell’indagine della Procura della Repubblica di Milano. La comunicazione pervenuta riporta: ‘in merito alla vicenda odierna, in accordo con l’Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di Responsabile CAN. Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima. Il grande amore per la mia associazione ed il senso di responsabilità per il ruolo ricoperto mi portano prima di tutto a tutelare un gruppo così importante di atleti che non voglio possa essere condizionato in alcun modo dalle mie vicende, in attesa di novità, che mi auguro quanto prima possano arrivare per chiarire la mia posizione’”.
L’Aia “preso atto di ciò”, informando che “alla stessa determinazione di auto sospendersi è giunto, per le medesime ragioni, anche il componente della Can A e B Andrea Gervasoni”, ha reso noto che sarà immediatamente convocato il Comitato Nazionale per assumere i provvedimenti conseguenti”.
La Procura di Milano, dunque, indaga per frode sportiva, la stessa ipotesi di reato attorno alla quale si dipanò la trama di ‘Calciopoli’ culminata con la retrocessione in serie B della Juventus. Il calcio che allora viveva la transizione dalle atmosfere casarecce da ‘Allenatore nel Pallone’ alle prime Pay tv è diventato quello dei presidenti-fondi e dei calendari senza tregua ma certi comportamenti, che solo le sentenze diranno se costituiscono reati, illeciti sportivi o nulla, potrebbero, nell’ipotesi investigativa, essere rimasti immutati.
In questa storia ci sono una data importante e un video. Immagini e audio che sono anche agli atti dell’inchiesta.
Primo marzo 2025: la partita è Udinese-Parma, il campionato è quello poi vinto dal Napoli al fotofinish sull’Inter. Siamo nella sala Var di Lissone. I tre addetti discutono, guardano e riguardano un episodio su una “possibile mano”. “Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo” dice Daniele Paterna che pare orientato a escludere l’assegnazione del rigore.
A un certo punto si gira di scatto, guarda indietro e dal labiale si vede chiaramente che chiede: “E’ rigore?”. Un attimo dopo comunica a Fabio Maresca, l’arbitro in campo: “Un attimo Fabio, controllo l’APP (Attacking Possesion Phase, cioè la fase di gioco monitorata dal). “E’ possibile calcio di rigore, Fabio, ti consiglio on field review per possibile calcio di rigore”. Alla fine il penalty viene fischiato.
Verso chi si gira Paterna? L’ipotesi contenuta nell’esposto di Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva, è che il designatore Gianluca Rocchi “si alza rapidamente dalla postazione per ‘bussare’ più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review”. Daniele Paterna è stato convocato dal pm nei mesi scorsi come testimone. La sua deposizione è stata interrotta quando, anche alla luce del video, il magistrato ha ritenuto che non stesse raccontando la verità e gli è stato comunicato che la sua posizione si era trasformata in quella di indagato per falsa testimonianza.
La porta della stanza del Var deve essere chiusa, nessuno può entrarci né condizionare chi è chiamato alle delicate decisioni ma ha una vetrata da cui è possibile vedere tutti gli operatori al suo interno e viceversa. Dopo la denuncia di Rocca e la segnalazione di Antonio Zappi, l’allora presidente dell’Aia inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc e predispose un cambio di regolamento che obbligava chiunque andasse a Lissone, a cominciare da Rocchi, a redigere una puntuale relazione in cui avrebbe dovuto specificare il tipo di attività svolta. Da quel momento nessuno del team di Rocchi ci è più andato. Anche la Figc iniziò a inviare gli ispettori della Procura Federale a controllare. Da allora nessuno del team di Rocchi è più andato a Lissone, i rapporti tra Zappi e Rocchi e i vertici federali si sono incrinati e si è cominciato a ipotizzare la scissione della Can serie A (commissione arbitri nazionale serie A) dal controllo dell’Aia.
In un invito a comparire inviato nei mesi scorsi a uno degli Avar indagati per concorso in frode sportiva, si fa riferimento alla partita Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. L’episodio dubbio è una gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni al giocatore gialloblu Duda.
Il dialogo tra Michael Fabbri, arbitro, e Luigi Nasca, al VAR, è stato rivelato integralmente nell’incontro di Coverciano: “C’è a terra qualcuno. No, aspetta. Fischia, fischia, ma fischia santo cielo. Voglio vedere che è successo. Parte tutto da qua, magari si vede il giocatore che cade, lascio questa camera”, dice Nasca, a cui Fabbri replica: “Ho detto che lui (Duda, ndr) si è alzato, mi ha guardato e poi si è rimesso giù. Si alza, mi guarda e poi si rimette giù, questa è furbizia!”
Mentre Fabbri è accerchiato dai giocatori del Verona, Nasca rivede le immagini del contatto tra Bastoni e Duda e decide di convalidare il decisivo gol di Frattesi: “Fammelo rivedere tutto. Bandiere, qualcosa? No, nessuna bandierina (per segnalare potenziali fuorigioco, ndr). Vai, vai, vai, vai. Adesso fammi rivedere. Qui è tutto regolare. Fammi rivedere il tiro. Buona, vai, dai veloce. Regolare. Fammi rivedere un attimo solo. Michael, sono Gigi: gol regolare, gol regolare”.
L’indagato, “in concorso con altri” avrebbe omesso di chiamare ‘On field review’ al momento del fallo intenzionale di Bastoni commesso in una zona del campo distante dal gioco avrebbe a cui seguiva immediatamente la rete della squadra di casa, decisiva del risultato finale”. Sono diverse le partite del torneo scorso al vaglio degli inquirenti.
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