“Cipro-viamo…”

Medio Oriente, crisi energetica, Ucraina, mutua difesa Ue, quadro finanziario pluriennale e dialogo con le regioni del Golfo. Il programma del Consiglio europeo informale che si è tenuto sull’isola di Cipro, nel cuore del Mediterraneo, era ricco. Ma per le risposte bisognerà aspettare giugno. Un po’ per la natura stessa dell’incontro, che non prevede decisioni formali. Un po’ perché nessuno dei dossier ha ricette facili.

La premier Giorgia Meloni non lo ha nascosto. “Quel bilancio è un negoziato difficilissimo”, ha detto. Sulla sospensione del patto di Stabilità “ci sono posizioni distanti” anche se “non chiusure”.

E sull’energia serve “più coraggio”, ha ammonito. Convitato di pietra, l’America di Donald Trump. Su questo la presidente del Consiglio ha assicurato: “I nostri rapporti con gli Stati Uniti sono sempre solidi”. La due giorni è stata segnata da discussioni serrate, che hanno fatto slittare più volte il timing dei lavori, tanto che la conferenza stampa finale del vertice si è tenuta con tre ore di ritardo.

Il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, si è detto “orgoglioso” per questo primo vertice ospitato dall’isola, l’unico Stato membro dell’Ue che vive ancora una situazione di occupazione.

Dal centro congressi di Nicosia è ben visibile all’orizzonte la grande bandiera turca sulla collina a nord, a segnalare il territorio occupato dal 1974 e la zona militare. Per questo primo appuntamento, la presidenza cipriota ha deciso di suddividere i lavori in due località dell’isola.

La cena che ha aperto il vertice, alla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si è tenuta nella località balneare di Ayia Napa, che in una gaffe il presidente del Consiglio europeo ha ribattezzato “Aia Aia”.

La prima serata è stata contrassegnata dalla soddisfazione per lo sblocco del prestito da 90 miliardi all’Ucraina e del ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, finora bloccati dal veto dell’ex premier ungherese Viktor Orbán.

Tuttavia, la festa è stata parzialmente rovinata, perché Zelensky non ha ottenuto la promessa di un rapido ingresso nell’Unione europea. Se il leader ucraino sperava che lo sblocco del prestito aprisse anche una corsia preferenziale per l’adesione, è rimasto deluso.

La cena informale di ieri è stata dedicata poi alla crisi in Medio Oriente, alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e alle conseguenze economiche del conflitto. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha ribadito che “non potrà esserci de-escalation senza un ruolo attivo dell’Ue”, sottolineando la vulnerabilità dell’isola dopo l’attacco con droni di matrice iraniana contro una base britannica nel sud di Cipro.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha ricordato che i 54 giorni dall’inizio del conflitto e il blocco di Hormuz sono già costati 25 miliardi di euro e che è necessario “diversificare le infrastrutture per l’esportazione, riducendo la dipendenza dal solo collo di bottiglia dello Stretto di Hormuz”.

Inoltre, ha aggiunto, “un allentamento delle sanzioni all’Iran sarà possibile solo con una reale de-escalation”. I leader hanno discusso a lungo dell’aumento del prezzo del petrolio e delle misure di risparmio energetico proposte dalla Commissione. La premier Meloni ha giudicato la proposta “non sufficiente” e chiesto un approccio “più coraggioso” contro il caro energia. Costa ha insistito sulla necessità di accelerare la transizione verso fonti rinnovabili europee.

Tra i temi della prima giornata anche quello sollevato dalla presidenza cipriota sul funzionamento della mutua difesa Ue, prevista dai Trattati all’articolo 42.7. “Il Trattato è molto chiaro sul ‘che cosa’ e afferma con forza che esiste un obbligo per gli altri Stati membri di sostenere quello che si trova in difficoltà. Il Trattato non è invece chiaro su ‘quando’ e su ‘chi fa cosa’. Ed è proprio questo il tema su cui stiamo lavorando intensamente”, ha assicurato von der Leyen, tornata a Bruxelles con il mandato di redigere un piano d’azione.

Nella seconda giornata, con i lavori spostati al centro congressi Filoxenia, cuore della presidenza cipriota, i Ventisette hanno affrontato il dossier più pesante: il quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Le discussioni hanno toccato priorità strategiche come difesa, competitività industriale, migrazione, transizione energetica e sostegno all’Ucraina nel lungo periodo.

Diversi leader hanno sottolineato la necessità di un bilancio “più resiliente” e capace di rispondere a crisi sempre più frequenti. Per questo la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nel suo intervento di apertura, è tornata a chiedere “più risorse per il bilancio”, mentre il presidente Costa ha spronato i leader ad accelerare i tempi della discussione.

Von der Leyen, rispondendo indirettamente anche all’Italia, ha ribadito che non sussistono le condizioni per la sospensione del Patto di stabilità Ue. “Se si parla della clausola di salvaguardia generale del Patto, questa può essere attivata solo in caso di una grave recessione economica nell’area dell’euro o nell’Unione europea nel suo complesso. Fortunatamente, non è questa la situazione in cui ci troviamo attualmente”, ha affermato. La discussione sul punto è rinviata alle due riunioni dell’Ecofin previste a maggio, che dovranno affrontare anche il tema del caro energia.

Il momento politicamente più atteso della giornata è stato il pranzo di lavoro allargato ai partner regionali del Medio Oriente. Su invito della presidenza cipriota, hanno partecipato i leader di Libano, Egitto, Siria, Giordania e il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Fonti europee hanno descritto l’incontro come “franco e necessario”, in un contesto in cui la crisi continua a colpire la navigazione commerciale e a generare tensioni lungo il confine israelo-libanese nonostante la tregua.

Questa due giorni ha messo sul tavolo dei leader numerosi elementi e una crescente consapevolezza: è necessario arrivare a una stabilizzazione urgente del Medio Oriente per la stessa tenuta dell’Europa. Tutti i dossier torneranno sul tavolo nel vertice formale previsto a giugno a Bruxelles dove è attesa qualche risposta.

Lascia un commento