Cronache Marziali 50

Nelle ore in cui saltano i colloqui tra Iran e Usa, Donald Trump estende il cessate il fuoco e ordina alle forze armate americane di proseguire il blocco navale.

Il (lungo) ping pong diplomatico si è concluso con il rinvio dei negoziati in Pakistan. Troppa distanza tra le parti. Così sono stati annullati i viaggi delle delegazioni americane e iraniane a Islamabad.

Per Teheran sarebbe stata “una perdita di tempo” visto che – come riporta Tasnim, l’agenzia semi ufficiale dei Pasdaran “gli Stati Uniti non hanno fatto marcia indietro sulle loro richieste eccessive ostacolando qualsiasi accordo adeguato”.

A stretto giro gli Usa comunicano che il volo del vicepresidente JD Vance è stato annullato. Poi Trump annuncia l’estensione del cessate il fuoco e al tempo stesso la prosecuzione del blocco navale.

“Ho ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro”, scrive il presidente americano sul suo social Truth.

Le posizioni tra Iran e Stati Uniti viaggiano parallele. L’Iran avverte che non intende trattare con gli Usa dei suoi programmi nucleare e missilistico, anche fosse tolto il blocco navale a Hormuz.

Un assedio navale che comunque Trump intende mantenere nella convinzione che in caso contrario un accordo con Teheran “sarebbe più difficile”. “Vogliono riaprire lo Stretto perché stanno crollando finanziariamente. Sono affamati di soldi”, sostiene il capo della Casa Bianca.

Appello della Cina: “Ora consolidare il cessate il fuoco”

La Cina ha chiesto il consolidamento del cessate-il-fuoco in Iran e di evitare una ripresa dei combattimenti, avvertendo che la situazione regionale si trova in una fase “critica” di transizione tra guerra e pace, in seguito all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una proroga della tregua.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato oggi in una conferenza stampa che “la priorità urgente rimane quella di compiere ogni sforzo per prevenire la ripresa delle ostilità” e ha sottolineato che Pechino sostiene le parti coinvolte nel “continuare a utilizzare mezzi politici e diplomatici per risolvere le controversie”. Guo ha aggiunto che la Cina sostiene il raggiungimento di “un cessate il fuoco globale e duraturo”, nonché la “fine dei combattimenti” e la “salvaguardia della pace e della stabilità in Medio Oriente e nella regione del Golfo”, in dichiarazioni rilasciate dopo l’annuncio degli Stati Uniti sulla proroga della tregua con Teheran.

I Pasdaran avvertono: “Siamo pronti ad infliggere colpi devastanti”

I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani si sono dichiarati pronti ad affrontare qualsiasi nuova aggressione e a “infliggere colpi devastanti” alle “risorse nemiche rimanenti” in caso di ripresa dei combattimenti. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Mehr.
“Siamo pienamente preparati a continuare a combattere contro i nemici e a contrastare con fermezza qualsiasi minaccia o recrudescenza di aggressione”, hanno proseguito, sottolineando che “è necessario mantenere alta la vigilanza durante il periodo di cessate il fuoco e monitorare il comportamento del nemico nel corso dei negoziati”.

Teheran colpisce una nave portacontainer a Hormuz

L’Iran ha applicato “la legge marittima a una nave portacontainer che ha ignorato gli avvertimenti”. Così Tasnim, l’agenzia di stampa iraniana affiliata ai Pasdaran, ha riportato la notizia di un attacco da parte di una motovedetta dei Guardiani della Rivoluzione a un mercantile che si trovava nello Stretto a una trentina di chilometri dall’Oman.

“Le forze armate iraniane hanno aperto il fuoco contro una nave portacontainer dopo che questa aveva ignorato ripetuti avvertimenti, causando danni significativi all’imbarcazione”, ha aggiunto Tasnim. L’Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto), riportando la segnalazione del cargo, ha sostenuto che non ci sia stata comunicazione via radio con la motovedetta dei Pasdaran

Iran conferma che la sua delegazione non andrà a Islamabad

Le parole di Donald Trump e l’annuncio della proroga della tregua non hanno fatto cambiare idea all’Iran: i negoziatori di Teheran non andranno a Islamabad per colloqui con gli Usa. Lo ha ribadito la televisione di stato. “L’Iran aveva già annunciato che non avrebbe partecipato ai colloqui di Islamabad fintanto che gli Stati Uniti avessero insistito sulla questione delle presunte violazioni della tregua e sul blocco navale”, ha spiegato l’emittente. Le dichiarazioni di Trump “di ieri sera non mostrano alcun segno di cedimento di Washington. Pertanto, l’Iran continuerà a non partecipare”. Gli americani, ha insistito, “non sono nemmeno riusciti ad attuare l’accordo di cessate il fuoco temporaneo di 14 giorni. Questo è uno dei motivi principali per cui non verrà inviata una delegazione iraniana a Islamabad”.

Trump: “L’Iran sta crollando finanziariamente”

Il presidente americano Donald Trump è tornato a sostenere che l’Iran vuole la revoca dell’assedio dello stretto di Hormuz perché ha bisogno di soldi. “L’Iran sta crollando finanziariamente! Vogliono che lo Stretto di Hormuz apra immediatamente”, ha scritto su Truth. Teheran è “affamata di denaro” e per questo non vuole “perdere 500 milioni di dollari al giorno. Militari e polizia si lamentano di non essere pagati. Sos!”.

I Pasdaran minacciano i Paesi del Golfo: “Se aiutano gli Usa colpiremo gli impianti di petrolio”

I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno aggiornato la lista dei possibili obbiettivi nel Golfo Persico, se dovesse riprendere la guerra: non più siti militari americani, ma impianti di produzione energetica. Ad annunciarlo è stato il comandante della forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Seyyed Majid Mousavi, in un “messaggio alla nazione iraniana” riportato dall’agenzia Fars. “Se i paesi confinanti a sud consentiranno ai nemici di utilizzare il loro territorio e le loro strutture per attaccare il popolo iraniano, dovranno dire addio alla produzione petrolifera in Medio Oriente”, ha ammonito. Alcuni paesi della costa del Golfo “hanno permesso che il loro territorio fosse utilizzato dai nemici dell’Iran e ora, se questo sostegno dovesse continuare, la loro linfa vitale economica sarebbe messa in grave pericolo”, ha ammonito.

Trump: “Con la riapertura di Hormuz non arriveremmo ad un accordo con Iran”

Se l’Iran pretende che gli Stati Uniti tolgano l’assedio navale dello Stretto di Hormuz è solo per guadagnarci, ma Washington non accoglierà la richiesta perché impedirebbe un accordo. A sostenerlo è stato il presidente americano Donald Trump, in un post sul socila Truth. “L’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz sia chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!)”, ha scritto. “Dicono di volerlo chiudere solo perché io l’ho completamente bloccato (chiuso!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia’”, ha proseguito. “Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: ‘Signore, l’Iran lo Stretto aperto, immediatamente”. Ma se lo facessimo, non ci potrà mai essere un accordo con l’Iran, a meno che non facciamo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!”, ha assicurato.

Iran: “Anche con lo stop al blocco navale non tratteremo sul nucleare”

L’Iran ha chiarito che non intende trattare con gli Stati Uniti dei suoi programmi nucleare e missilistico, anche fosse tolto il blocco navale a Hormuz. “Anche se il blocco fosse revocato, la nostra partecipazione ai negoziati deve essere subordinata alla condizione che non vengano sollevate questioni che violino la nostra indipendenza e dignità, prime fra tutte le nostre capacità difensive e missilistiche, nonché le nostre capacità e conoscenze nucleari”, ha spiegato la televisione di Stato, voce ufficiale del regime. “Il rifiuto di negoziare sulle nostre capacità missilistiche, di difesa e nucleari significa condurre trattative dignitose, e l’insistenza del nostro team negoziale su questa posizione onorevole e di forza costituisce una garanzia”, ha sottolineato Irib tv. “Si tratta di salvaguardare la resilienza delle forze armate e del popolo paziente, che ha sopportato il fuoco nemico in due guerre e un colpo di Stato affinché questi loro beni possano essere preservati”, ha proseguito l’emittente, “è certamente saggio che ciò che il nemico non è riuscito a sottrarre all’Iran in due guerre, un colpo di Stato e anni di sanzioni, non possa esserci sottratto con negoziati” e “questa decisione del regime di non partecipare al secondo round di colloqui si basa proprio su questa logica”. Gli Stati Uniti e Israele hanno tentato “di impadronirsi delle nostre risorse strategiche, tra cui la nostra unità nazionale, le capacità nucleari e missilistiche, nonché la nostra indipendenza e integrità territoriale, ma hanno fallito”, ha assicurato l’emittente.

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