Gli sherpa delle delegazioni di Usa e Iran sono arrivati a Islamabad in vista dei colloqui per la pace. L’arrivo delle delegazioni ufficiali è previsto invece nelle prossime ore. Lo riporta Al Jazeera citando fonti diplomatiche pakistane mentre il presidente americano, Donald Trump, rivendica la distruzione dei siti nucleari iraniani e minaccia di nuovo conseguenze catastrofiche per Teheran se questi nuovi negoziati non porteranno a un accordo definitivo. Intanto la tv di Stato di Teheren rende noto che, al momento, “nessuna delegazione iraniana è ancora partita per Islamabad”.
“L’Operazione ‘Martello di Mezzanotte’ ha comportato la completa e totale distruzione dei siti contaminati da polveri nucleari in Iran. Pertanto, riesumarli sarà un processo lungo e difficile. La CNN, con le sue notizie false, e altre reti e piattaforme mediatiche corrotte, non rendono giustizia ai nostri grandi aviatori, cercando sempre di sminuirli e umiliarli. Perdenti”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo social Truth. Ma, retorica a parte che potrebbe comunque fare saltare tutto all’ultimo minuto prima di sedersi al tavolo, rimangono diversi nodi da scegliere nei colloqui. Quelli principali sono tre: le scorte di uranio, la moratoria per l’arricchimento di uranio e la gestione dello Stretto di Hormuz.
Punto primo: le scorte di uranio dell’Iran
Trump ha affermato la scorsa settimana che Teheran avrebbe accettato di trasferire negli Stati Uniti il proprio stock di uranio altamente arricchito, ma la dichiarazione è stata subito smentita dal portavoce degli Esteri di Teheran, che ha definito la richiesta “irricevibile”. L’Iran dispone di circa 400 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, una quantità significativa. Tra le ipotesi in discussione vi è quella di sbloccare asset iraniani congelati in cambio della consegna dello stock, mentre Teheran chiede un alleggerimento sostanziale delle sanzioni e lo sblocco di oltre 20 miliardi di dollari.
Secondo punto: limiti all’arricchimento di uranio
Il secondo punto critico riguarda i limiti all’arricchimento dell’uranio. Resta aperta la questione della durata di un’eventuale sospensione del programma nucleare iraniano. Teheran ha respinto l’idea, attribuita a Trump, di uno stop indefinito, affermando che “non accetterà mai” di essere un’eccezione al diritto internazionale. Durante i colloqui delle scorse settimane, i negoziatori americani avrebbero proposto una pausa di 20 anni, mentre l’Iran avrebbe avanzato una controproposta di cinque anni, rifiutata da Washington.
Terzo punto: gestione dello stretto di Hormuz e pedaggi
Infine, rimane il nodo della riapertura dello Stretto di Hormuz. Dopo aver annunciato venerdì la riapertura della rotta marittima, chiusa di fatto per quasi due mesi, l’Iran ha nuovamente imposto restrizioni al traffico in risposta alla decisione americana di mantenere il blocco sui porti iraniani fino a un accordo. E Teheran minaccia di istituire un pedaggio per il passaggio delle navi che rimarrebbe in vigore anche in tempo di pace.
Ghalibaf: “Non accettiamo negoziati sotto minaccia”
“Trump, con l’imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all’ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia”, ha scritto il Presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf.
Trump: “Negozieranno o avranno problemi mai visti prima”
Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato che gli iraniani “negozieranno e se non lo faranno vedranno problemi come non ne hanno mai visti prima”. Lo ha detto in un breve intervento al “The John Fredericks Show”. “Si spera che raggiungano un accordo equo e che ricostruiscano il loro Paese”, ha aggiunto, sottolineando che in tal caso “non avranno un’arma nucleare”.
Media Teheran, petroliera ha violato blocco navale
“Una petroliera iraniana, nonostante le affermazioni degli Stati Uniti riguardo a un blocco navale, ha attraversato con successo lo Stretto di Hormuz dopo aver consegnato un carico di due milioni di barili alle isole Riau indonesiane”. Lo riporta l’agenzia stampa Tasnim. “Nonostante molteplici minacce da parte della Marina degli Stati Uniti, la petroliera iraniana “Sili City”, scortata dalla Marina iraniana, ha attraversato in sicurezza il Mar Arabico ed e’ entrata nelle acque territoriali iraniane la scorsa notte. Si trova ora ancorata in un porto meridionale della Repubblica Islamica dell’Iran”, riporta invece l’emittente pubblica Irib.
Berlino, Teheran accetti di negoziare a Islamabad
La Germania invita l’Iran a recarsi a Islamabad per negoziare un accordo di pace con gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all’arrivo al Consiglio Esteri Ue, a Lussemburgo. “La guerra in Iran sta per entrare nel terzo mese. Abbiamo interesse a che il conflitto possa essere risolto rapidamente. Esiste un’offerta di dialogo da parte degli Stati Uniti, nonché intensi sforzi da parte di Paesi terzi per rendere possibile un secondo ciclo di negoziati. Invitiamo con urgenza l’Iran a recarsi a Islamabad e a negoziare in modo costruttivo con gli Stati Uniti”, ha dichiarato Wadephul. “Sappiamo che il vicepresidente americano è disposto a recarsi a Islamabad – ha sottolineato il ministro – e l’Iran dovrebbe cogliere questa mano tesa, nell’interesse della propria popolazione”. “Posso solo invitare la parte americana a continuare a mostrare questa apertura a negoziare con l’Iran. Credo che esista ancora una finestra di opportunità per porre fine a questa guerra attraverso negoziati”, è la posizione tedesca.
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