Si intensificano le manovre internazionali attorno al Medio Oriente. Il presidente cinese Xi Jinping richiama al rispetto della sovranità degli Stati della regione, mentre proseguono i contatti tra Iran, Oman e Stati Uniti nel tentativo di consolidare una tregua e riaprire il dialogo sul nucleare. Le tensioni non accennano a diminuire: petroliere sanzionate sfidano il blocco nello Stretto di Hormuz, Hezbollah respinge ogni accordo tra Libano e Israele e restano distanti le posizioni tra Washington e Teheran, con negoziati ancora incerti.
L’Iran intanto ha dichiarato che uno dei punti fondamentali della trattativa di pace riguarda i risarcimenti di guerra. Fatemeh Mohajerani, portavoce del governo di Teheran, ha fornito la stima in un’intervista all’agenzia russa Ria Novosti, “Una delle questioni che il nostro team negoziale sta perseguendo, e che è stata anche affrontata nei colloqui di Islamabad, è la questione dei risarcimenti di guerra. I danni devono solitamente essere esaminati su più livelli. Le perdite dell’Iran a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani sono attualmente stimate intorno ai 270 miliardi di dollari”, ha affermato il portavoce sottolineando che si tratta di un dato preliminare, pertanto il costo finale sarà probabilmente superiore.
Cina promette contromisure ai dazi minacciati da Trump
La Cina ha promesso di imporre “contromisure” dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di imporre nuovi dazi sulle merci cinesi in ingresso negli Stati Uniti qualora Pechino fornisse assistenza militare all’Iran durante la guerra in Medio Oriente. “Se gli Stati Uniti insistono nell’utilizzare questo come pretesto per imporre ulteriori dazi alla Cina, la Cina adotterà sicuramente contromisure decise”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun in una conferenza stampa, aggiungendo che le notizie secondo cui la Cina starebbe fornendo armi all’Iran “sono completamente inventate”.
Cina: irresponsabile il blocco navale Usa
Pechino condanna il blocco statunitense dei porti iraniani nel Golfo Persico e nel Golfo dell’Oman, definendolo “pericoloso e irresponsabile”. “Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e imposto un blocco mirato, che non farà altro che esacerbare le tensioni, destabilizzare ulteriormente un accordo di cessate il fuoco già fragile e compromettere la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto di Gibilterra. Si tratta di un comportamento pericoloso e irresponsabile”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun.
Sanchez, Cina può’ svolgere ruolo importante per fine guerra
“La Cina può svolgere un ruolo importante” nella risoluzione del conflitto in Iran. Lo dice il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, al termine di un incontro con il Presidente cinese Xi Jinping a Pechino. “Qualsiasi sforzo possiamo compiere, soprattutto da parte di Paesi che hanno la capacita’ di dialogare e che non hanno partecipato attivamente a questa guerra illegale, credo che questi sforzi non solo siano benvenuti, ma anche assolutamente necessari”, ha aggiunto in Sanchez durante una conferenza stampa.
Xi, rispettare sovranità paesi M.O. e Golfo
Il presidente cinese Xi Jinping ha esortato al “rispetto” della sovranita’ nazionale dei paesi del Medio Oriente e del Golfo, illustrando le proposte per il mantenimento della pace nella regione. Lo riportano i media statali cinesi.”La sovranita’, la sicurezza e l’integrita’ territoriale dei paesi del Golfo in Medio Oriente devono essere sinceramente rispettate”, ha affermato Xi, secondo l’emittente statale CCTV.
Colloqui Teheran-Oman su cessate fuoco e negoziati
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo omanita Badr bin Hamad Albusaidi sugli ultimi sviluppi riguardanti il “cessate il fuoco e i negoziati” in corso tra Iran e Stati Uniti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Mehr. “Araghchi ha sottolineato l’impegno di Teheran “a preservare la pace e la stabilita’ regionale con la cooperazione e la partecipazione di tutti i paesi della regione e lontano da interventi distruttivi degli Stati Uniti”, scrive Mehr. Da parte sua, Albusaidi ha espresso la speranza che la pace e la stabilita’ “tornino nella regione il prima possibile”, ha aggiunto l’agenzia.
Pakistan si offre di ospitare nuovo round negoziale
Il Pakistan si è offerto di ospitare un secondo round di negoziati a Islamabad tra Usa e Iran questa settimana. Lo riporta l’agenzia di stampa AP.
Petroliera cinese sanzionata attraversa Hormuz
Una petroliera cinese, sanzionata da Washington, ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti. Lo riporta Reuters citando dati provenienti dalle societa’ LSEG, MarineTraffic e Kpler. Si tratterebbe della petroliera Rich Starry, la prima nave ad aver attraversato lo stretto e a essere uscita dal Golfo dall’inizio del blocco.
La petroliera e il suo armatore, la Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd, erano stati precedentemente sanzionati dagli Stati Uniti per i loro rapporti commerciali con l’Iran. La petroliera ha effettuato il suo carico nell’ultimo porto di scalo, Hamriyah, negli Emirati Arabi Uniti. Sempre secondo Reuters un’altra petroliera soggetta a sanzioni statunitensi, la Murlikishan, si sta dirigendo verso lo stretto e dovrebbe caricare petrolio greggio in Iraq il 16 aprile. La nave, precedentemente nota come MKA, ha trasportato petrolio russo e iraniano, secondo quanto riportato.
Proposta USA, stop per vent’anni ad arricchimento uranio
Gli Stati Uniti hanno proposto una sospensione di 20 anni del programma iraniano di arricchimento dell’uranio come parte di un accordo per porre fine alla guerra. Lo riporta il Wall Street Journal secondo cui lo stop sarebbe accompagnato da un allentamento delle sanzioni. l’Iran avrebbe offerto di sospendere le sue attivita’ nucleari per cinque anni, riporta il New York Times.
Hezbollah, “non rispetteremo accordi tra Libano e Israele”
Hezbollah dice no a qualsiasi eventuale accordo tra Libano e Israele. Il gruppo militante libanese, attraverso un suo membro, ha fatto sapere al Guardian che non rispettera’ alcun compromesso tra Tel Aviv e Beirut. Wafiq Safa, esponente di alto rango del Consiglio politico di Hezbollah, ha parlato con il quotidiano britannico alla vigilia dei colloqui previsti a Washington tra gli ambasciatori libanese e israeliano negli Stati Uniti. Sara’ la prima volta da decenni che gli inviati del Libano e di Israele, che non intrattengono relazioni diplomatiche, si incontrano faccia a faccia in colloqui diretti.
Trump respinge offerta Teheran su stop a nucleare
Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha rigettato l’offerta fatta dall’Iran di una sospensione di cinque anni relativa ai programmi di arricchimento dell’uranio. La risposta di Teheran giunge dopo l’iniziale proposta statunitense che prevedeva uno stop di vent’anni. Lo riporta il New York Times, in base a quanto riferito da due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington. Intanto proseguono le discussioni sulla possibilita’ di organizzare un nuovo round di negoziati tra i due Paesi.
Il vicepresidente americano JD Vance, in un’intervista a Fox News ha spiegato che “la palla e’ davvero nel loro campo”. In un altro passaggio ha aggiunto: “Dobbiamo avere il loro impegno conclusivo a non sviluppare un’arma nucleare. E penso che se gli iraniani sono disposti a incontrarci su questo punto, allora questo potrebbe essere un accordo molto, molto buono per entrambi i Paesi. Se non sono disposti a incontrarci su questo punto, dipende da loro”.
Sempre facendo riferimento ai recenti colloqui tra i due Paesi in Pakistan, Vance ha evidenziato che il team iraniano non era in una posizione tale da “concludere un accordo”. “Penso che abbiamo acquisito alcune conoscenze su come gli iraniani stanno negoziando ed e’ proprio per questo – ha specificato – che abbiamo lasciato il Pakistan. Perche’ abbiamo capito che non erano in grado, credo che il team presente non fosse in grado di concludere un accordo, e dovevano tornare a Teheran, o dal leader supremo o da qualcun altro, e ottenere effettivamente l’approvazione dei termini che avevamo stabilito”.
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