Una tregua nella Striscia di Gaza è possibile “entro 24 o 48 ore” se Israele accetta le richieste di Hamas: lo ha detto un esponente del movimento islamista che ha voluto rimanere anonimo. “Se Israele accettasse le richieste di Hamas – ha detto- che includono il ritorno dei palestinesi sfollati nel Nord di Gaza e un aumento degli aiuti umanitari, questo potrebbe aprire la strada a un accordo nelle prossime 24-48 ore”.
Una delegazione di Hamas è già giunta al Cairo per la ripresa dei negoziati sulla tregua e lo scambio degli ostaggi, mentre ancora non ci sono notizie che confermino che la delegazione israeliana sia arrivata nella capitale egiziana (dopo la notizia che Tel Aviv non invierà la sua delegazione a meno che Hamas non fornisca la lista di nomi degli ostaggi ancora vivi). L’agenzia Reuters ha aggiunto che la delegazione di Hamas è guidata da Khalil al-Hayya, ‘numero due’ dell’ufficio politico del movimento islamista a Gaza.
Nel frattempo, l’esercito israeliano ha attaccato duramente “infrastrutture e agenti terroristici” nella notte e all’alba nel centro della Striscia di Gaza e a Khan Yunis, roccaforte di Hamas nel Sud dell’enclave. Proprio a Khan Younis, ha fatto sapere l’esercito, l’aviazione ha distrutto “circa 50 obiettivi terroristici in sei minuti”. Gli attacchi, sia al Centro che al Sud, sono stati piu’ duri e intensi che nei giorni scorsi, hanno riferito i media palestinesi. A Khan Yunis, l’operazione puntava a “intensificare i risultati operativi nell’area” e tra gli obiettivi attaccati ci sono state “infrastrutture sotterranee, strutture militari, siti di lancio di missili anticarro, strutture truccate e punti di incontro operativi di terroristi che rappresentavano una minaccia” per le truppe nella zona. Al centro dell’enclave, le truppe israeliane “hanno eliminato piu’ di 30 terroristi” e hanno localizzato numerose armi.
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