Accadeva Oggi

Erano le 16:37 del 12 dicembre 1969 quando un ordigno esplose all’interno del grande salone della sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano. La bomba, composta da 7 chili di tritolo, uccise 17 persone, 13 delle quali sul colpo, e ne ferì altre 87. Una seconda bomba fu rinvenuta, inesplosa, nella sede della Banca Commerciale Italiana.
Sempre quel giorno, una terza bomba esplose a Roma pochi minuti dopo nel passaggio sotterraneo che collegava l’entrata di via Veneto della Banca Nazionale del Lavoro con quella di via di San Basilio. Altre due esplosero tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del Museo centrale del Risorgimento, in piazza Venezia. Non ci furono vittime, ma in 16 rimasero feriti. 
L’attentato fu il primo di una lunga serie che andò avanti per circa vent’anni, dando vita a quel fenomeno denominato “Strategia della tensione“. Le stragi come quella di piazza Fontana, ma anche dell’Italicus, di piazza della Loggia, di Bologna e altre ancora, sono state compiute da soggetti appartenenti ai gruppi neofascisti, su indicazione o con la collaborazione dei rami deviati dei servizi segreti. Lo stesso Aldo Moro, durante la sua prigionia, scrisse nel memoriale che i responsabili della strage, così come in generale della strategia della tensione, erano i rami deviati del SID in cui si erano insediati negli anni diversi esponenti legati alla destra, con possibili influenze dall’estero, mentre gli esecutori materiali erano da ricercarsi nella pista nera.
Al tempo dell’attentato, invece, la prima ipotesi fu quella della mano anarchica. Nonostante il modus operandi non fosse riconducibile a quella fazione, come spiegato anche da Indro Montanelli, il 12 dicembre stesso fu fermato l’anarchico Giuseppe Pinelli. Dopo tre giorni di interrogatori, morì precipitando dal quarto piano della questura, ma anni dopo fu confermata la sua estraneità ai fatti. Nel 2005, la Cassazione ha affermato che la strage fu realizzata dalla cellula eversiva di Ordine Nuovo, ma non è mai stato individuato l’esecutore materiale. Poi arrivarono i social….

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