Fatto incontestabile: Drago Draghi, a oggi, è il perfetto paradigma della totale incapacità di tutti i nostri partiti di saper fare politica. Per “saper fare politica” qui non si intende saper muovere i fili, brigare e manovrare nell’ombra per arrivare a mettere il proprio fondoschiena sulle poltrone che contano – quello i nostri politici sanno farlo benissimo, eccome no! Il buon vecchio Niccolò sarebbe fiero di loro – bensì praticare la faticosa arte del dialogo e del compromesso, anche ideologico, per dare al paese le migliori leggi possibili. Fatto sta che questa deprimente, totale impreparazione della nostra classe politica ha fatalmente portato Drago Draghi, un “tecnico” con un’indiscutibile credibilità nazionale e internazionale, a guidare il nostro disgraziato paese. Bene, no? Diranno in molti…
Potrebbe esserlo, se non fosse che per tutti quei signori improvvisati politici, Draghi non è altri che l’asso di bastoni con il quale fottere i propri avversari a proprio esclusivo vantaggio, e che il paese si arrangi. Vediamo come.
Per il Partito DemoPratico, quell’asso di bastoni è diventato una miracolosa stampella per governare il paese nonostante di quello stesso paese, al momento dell’insediamento, fosse solo la terza forza in campo. E intanto, attraverso quella solida stampella, quelli del Nazareno provano a risalire la china del consenso per farsi trovare pronti quando quel bastone d’appoggio, invariabilmente, non ci sarà più.
Questo stesso discorso vale tanto più per i Figli Delle Stelle, che dopo l’abbattimento del governo Conte rischiavano di scomparire del tutto, e che oggi, grazie a quel solido bastone al quale appoggiarsi, sono ancora vivi, attaccati come le cozze a uno scoglio a quel 15% che rischia a ogni momento di assottigliarsi sempre di più. Certo, i malumori riguardo quella leadership ci sono eccome, a cominciare dallo stesso Giuseppi che ancora fatica a capire che diavolo è successo a un certo punto, e che ha mal digerito quella umiliante sostituzione, ma, come dicono i latini, necessitas oportet, dunque meglio fare finta di niente e continuare a contare qualcosa.
In quanto a Dentone – e diciamo Dentone e non Italia Viva perché dentro Italia Viva è Dentone che fa, disfa e detta le regole – lui gongola e usa Draghi come quell’asso di bastoni che è, vantandosi di essere il fautore di quella genialissima carta pescata nel mazzo delle probabilità, e randellando quell’asso di bastoni sulla testa ora degli alleati ora della destra. Perché poi tutto questo non gli sia servito a salire nei sondaggi e nel gradimento degli italiani, di questo il nostro Dentone non riesce proprio a farsene una ragione – Deve cercare i voti delle donne? Deve andare a destra? Deve rifarsi i denti davanti? – ma tutto sommato, chissenefrega, lui, col suo 2% che dovrebbe farlo riflettere, si sente il più scaltro e abile politico della scena italiana. Contento lui.
Passiamo alla destra. La Lega Del Filo D’Olio e Fascisti d’Italia, dopo la gigantesca fregatura che l’arrivo di Drago Draghi ha loro inflitto, hanno cercato a loro volta di usare l’Asso di Bastoni a loro vantaggio.
Puffa Meloni, che proprio non riesce a capacitarsi di essere a capo del più forte partito italiano e di ritrovarsi a non governare mai, ha scelto di usare l’Asso di Bastoni per randellare tutti con la sua linea dura – andate tutti a farvi fottere che io vi rompo l’anima dall’opposizione, a prescindere dalla bontà o meno delle vostre proposte, a me che me frega!
Matteo Salamini, invece, che pensava di essere il più furbo del bigonzo, ha pensato di utilizzare l’Asso di Bastoni per mettere in atto quest’ideona di fare il partito di lotta e di governo, mezzo dentro e mezzo fuori… Il suo amico Giorgetti, che al contrario di Salamini è uno che di politica ne capisce e parecchio, seppure nel senso deleterio di cui sopra, ha provato a spiegare in tutte le maniere al mangia-salami che così non si va da nessuna parte, ma Salamini ha il cervello annebbiato dal colesterolo, ed ecco che oggi si ritrova scavalcato nei sondaggi dal Partito DemoPratico.
In quanto poi a Forza Silvio, pur di contare ancora qualcosa si sono subito accucciati sotto l’Asso di Bastoni, assumendosi l’ingrato compito di stemperare agli occhi di Drago Draghi le continue alzate d’ingegno dei loro alleati Salamini e Puffa Meloni.
Questo finora. Ma poi succede che Mattarella, comprensibilmente bisognoso di riposo, prende casa fuori dal Quirinale, firma il contratto e paga la caparra. Uguale, fuori dai giochi per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Ed ecco che i giochi ricominciano! Nell’ordine:
Forza Silvio vorrebbe fare il Presidente, per riabilitare la sua immagine e alcuno sue altre cosette, immaginiamo… Il problema è che, a parte il fatto che ormai sembra u n po’ rincoglionito, a volerlo Presidente c’è solo lui stesso e qualche famigliare.
Puffa Meloni e Salamini vogliono come Presidente Draghi l’Asso di Bastoni. Mica perché lo stimano e gli vogliono bene! Ma perché finalmente se lo levano dalle palle e si può andare a elezioni, che sperano di vincere prima che sia troppo tardi.
Il Partito DemoPratico e i Figli delle Stelle alla sola idea tremano come foglie, e pur di evitare questa possibilità eleggerebbero Presidente della Repubblica pure Fabrizio Corona…E infine c’è c’è Dentone, il fine politico, che è pronto a usare l’Asso di Bastoni per brigare, manovrare, cospirare e credere di contare ancora qualcosa per questo disgraziato paese.
Gli Spietati
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