Cronache Marziali 41

 Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz si è nuovamente fermato dopo l’annuncio del blocco navale da parte degli Usa, arrivato in seguito al fallimento dei negoziati con l’ Iran. Lo scrive Lloyd’s, media specializzato nel settore navale. Prima dell’annuncio, i flussi di navigazione proseguivano a livelli ridotti, con un lieve aumento delle petroliere in transito nel fine settimana mentre alcune compagnie tentavano di far uscire le navi dal Golfo approfittando della fragile tregua.

Dopo l’escalation, tuttavia, i movimenti risultano sospesi e almeno due imbarcazioni che stavano lasciando l’area hanno invertito la rotta. Parallelamente, le forze armate statunitensi hanno avviato operazioni per la rimozione delle mine posizionate nello stretto. Secondo il Comando Centrale, due navi da guerra americane hanno attraversato l’area per la prima volta dall’inizio del conflitto nell’ambito di missioni di sminamento.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran era a un passo da un accordo con Washington durante i colloqui del fine settimana tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. “In buona fede, l’Iran ha negoziato con gli Stati Uniti per mettere fine alla guerra”, ha scritto in un post su X. Ma quando l’intesa sembrava ormai vicina a Islamabad, ha aggiunto, “ci siamo scontrati con posizioni massimaliste, continui spostamenti dei paletti e un blocco”.

Dal canto suo, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha guidato la delegazione di Teheran nei colloqui con Washington, ha attaccato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul tema dei prezzi dei carburanti, dopo la minaccia di blocco dello Stretto di Hormuz. Ghalibaf ha pubblicato su X un’immagine con i prezzi della benzina nell’area della Casa Bianca, commentando: “Godetevi i prezzi attuali alla pompa. Con il cosiddetto ‘blocco’, presto proverete nostalgia per una benzina a 4-5 dollari al gallone”.

Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che non gli importa se l’Iran tornerà o meno al tavolo dei negoziati con Washington dopo il fallimento dei colloqui in Pakistan. “Non mi importa se tornano oppure no. Se non tornano, per me va bene”, ha detto Trump ai giornalisti alla Joint Base Andrews, nel Maryland, al rientro dalla Florida.

Per Trump, la tregua temporanea di due settimane tra Stati Uniti e Iran “sta reggendo bene” dopo il fallimento della maratona negoziale del fine settimana in Pakistan. “Direi che sta reggendo bene. Il loro esercito è distrutto. L’intera marina è sott’acqua”, ha detto il presidente ai giornalisti dopo il rientro a Washington dalla Florida, aggiungendo che alle 10 del mattino di lunedì, ora della costa Est, gli Stati Uniti avvieranno un blocco dello Stretto di Hormuz.

La Casa Bianca sta valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l’Iran, oltre al blocco dello Stretto di Hormuz, come strategia per uscire dallo stallo nei colloqui di pace. Lo riporta il Wall Street Journal che cita fonti secondo cui una vera e propria campagna di bombardamenti resta l’opzione meno probabile.

Trump potrebbe esercitare ulteriori pressioni sugli alleati affinché si assumano la responsabilità di una futura missione di scorta militare prolungata attraverso lo Stretto. Dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, Trump ha trascorso gran parte della domenica nel suo resort a Doral, un sobborgo di Miami, intervenendo telefonicamente a una trasmissione di Fox News, giocando a golf e parlando con i suoi consiglieri. Secondo quanto riferito dai suoi collaboratori, Trump rimane aperto a una soluzione diplomatica, pur avendo promesso il blocco navale e minacciato nuovamente di colpire le infrastrutture iraniane. “Non vorrei farlo, ma si tratta delle loro risorse idriche, dei loro impianti di desalinizzazione, delle loro centrali elettriche, che sono molto facili da colpire”, ha dichiarato a Fox News.

Una portavoce della Casa Bianca si è rifiutata di commentare le opzioni specifiche di Trump. “Il Presidente ha già ordinato il blocco navale dello Stretto di Hormuz, ponendo fine al ricatto iraniano, e saggiamente tiene aperte tutte le altre opzioni”, ha affermato la portavoce della Casa Bianca Olivia Wales. “Chiunque affermi al Wall Street Journal di sapere cosa farà il Presidente Trump sta semplicemente speculando”.

Ghalibaf, Usa non mettano a prova nostra determinazione

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ammonito gli Usa a non forzare la mano. “Non mettete alla prova la determinazione dell’Iran”, ha detto Ghalibaf, che guida il team negoziale, a quanto riporta l’agenzia Fars.

Ankara “Hormuz venga riaperto quanto prima”

La rotta commerciale strategica dello Stretto di Hormuz dovrebbe essere riaperta “il prima possibile”, ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan. “È necessario portare vanti un negoziato con l’Iran, utilizzare strumenti di persuasione e riaprire lo stretto al più presto”, ha affermato Hakan Fidan all’agenzia di stampa turca Anadolu.

Iran: Teheran, il blocco navale Usa è un “atto di pirateria”

Il blocco navale statunitense nel Golfo Persico è “illegale” e costituisce un atto di “pirateria”. Lo ha affermato l’esercito iraniano.

Iran: Trump, ‘stanno bene’ gli aviatori dell’F-15 abbattuto

I due aviatori statunitensi salvati dopo l’abbattimento dell’F-15 in Iran, “stanno molto bene” e che gli Stati Uniti sono “molto orgogliosi di loro”. Lo ha detto Donald Trump parlando ai giornalisti alla Joint Base Andrews in Maryland, dopo il suo ritorno dalla Florida. I due militari sono stati recuperati dopo che il loro F-15E Strike Eagle era stato abbattuto il 3 aprile. Il pilota era stato ritrovato rapidamente, mentre l’altro membro dell’equipaggio era stato salvato dopo aver trascorso più di un giorno nascosto in Iran.

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