Le casacombe

Contro il caro prezzi, si è diffusa in Cina una nuova usanza: seppellire i defunti in appartamenti vuoti nei grattacieli piuttosto che pagare per una tomba al cimitero. E così, racconta il Financial Times, il governo di Pechino ha deciso di correre ai ripari adottando misure severe per chi intende farlo. Gli appartamenti residenziali sono diventati infatti più convenienti dei cimiteri come luoghi in cui onorare le spoglie dei propri cari e tale pratica si è diffusa come effetto combinato del rapido invecchiamento della popolazione (nel 2025, rispetto a dieci anni prima, i decessi sono arrivati a 11,3 milioni) e della crisi immobiliare.

Secondo un’indagine globale condotta nel 2020 dall’assicuratore SunLife, risultano in Cina le seconde più alte al mondo, pari a circa 37.375 RMB (5.400 dollari), dopo il Giappone, rappresentando circa il 45% del salario medio annuo. A ciò si aggiunge il fatto che mentre gli immobili residenziali in Cina godono di diritti di utilizzo di 70 anni concessi dal governo, i lotti nei cimiteri hanno un contratto di locazione di soli 20 anni.

La nuova legge che dovrebbe entrare in vigore a ridosso di domenica quando ricorre la festa di Qingming, dedicata alla pulizia delle tombe, impedisce alle società o agli agenti immobiliari di vendere appartamenti “con le ceneri”, anche se si sospetta che in segreto si continuerà a farlo. Il governo punta anche a incoraggiare pratiche funerarie alternative, note come “sepolture ecologiche” come spargere le ceneri di una persona cara in mare perché sono più economiche e hanno un minore impatto sull’ambiente e sulle limitate risorse di terreno. Alcuni esperti demografici hanno però avvertito sul rischio di modificare i riti funebri tradizionali cinesi che potrebbe influire sull’atteggiamento nei confronti della famiglia e conseguentemente contribuire al calo dei tassi di natalità.

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