Considerati i sorprendenti dati dell’affluenza riguardanti il referendum sulla Giustizia, sembra che gli italiani abbiano scelto volentieri questa votazione per poter esprimere il loro parere. Al momento in cui scriviamo, è in corso lo spoglio delle schede. Erano chiamati alle urne 51 milioni di italiani per confermare o meno la riforma della giustizia che introduce, tra l’altro, la separazione delle carriere dei magistrati. Si vota per il referendum popolare confermativo della legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.
Dai primi Istant Poll emerge una situazione di grande incertezza col No in leggero vantaggio sul Sì.
Il referendum confermativo, uno strumento di democrazia diretta disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione, non ha bisogno di quorum, cioè non è previsto un numero minimo di votanti: il risultato è valido qualunque sia l’affluenza e l’esito esclusivamente dai voti validamente espressi.
Filippo Borsani
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