Seggi aperti in tutta Italia per il referebdumn sulla Giustizia. Oggi fino alle ore 23 e domani 23 marzo, dalle ore 7 alle 15, 51 milioni di italiani sono chiamati alle urne per confermare o meno la riforma della giustizia che introduce, tra l’altro, la separazione delle carriere dei magistrati. Si vota per il referendum popolare confermativo della legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.
Per votare è necessario presentarsi al seggio con un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale. Gli elettori con disabilità che non possono esercitare autonomamente il voto possono essere accompagnati in cabina da una persona di fiducia iscritta nelle liste elettorali di qualsiasi comune. I dati sull’affluenza saranno rilevati oggi alle ore 12, 19 e 23 e domani alle ore 15. Il referendum non ha bisogno di alcun quorum per essere valido.
Il referendum confermativo, uno strumento di democrazia diretta disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione, non ha bisogno di quorum, cioè non è previsto un numero minimo di votanti: il risultato è valido qualunque sia l’affluenza e l’esito esclusivamente dai voti validamente espressi.
La legge costituzionale su cui dovranno esprimersi i cittadini è destinata a modificare 7 articoli della Carta – gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 – e cambiare l’ordinamento giurisdizionale italiano per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, istituire due Consigli superiori della magistratura (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati), che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Csm. Questi i punti fondamentali della riforma costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 ottobre 2025.
Sulla scheda compaiono due opzioni: Sì, per confermare la legge; No, per respingerla. E l’elettore esprimerà il proprio voto tracciando un segno su una sola delle due risposte. Votando “Sì” si conferma la legge approvata dal Parlamento. Votando “No” la legge viene respinta.
Giorgio Cavalli
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