“Siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti, ma questa guerra (con l’Iran) non coinvolge un’area di interesse della Nato o di competenza della Nato”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani partecipando ad Agorà su Rai Tre, all’indomani delle parole del presidente Usa, Donald Trump, su una missione a Hormuz.
“Noi rimaniamo invece a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso e nella lotta antipirateria nell’area più orientale” e “siamo a difesa di Cipro perché è un Paese europeo che è stato attaccato e quindi guardiamo anche con attenzione alla Turchia che deve essere protetta dalla Nato”, ha aggiunto il titolare della Farnesina. “Però non siamo in guerra, nessuno ci ha chiesto di entrare in guerra, gli americani con gli israeliani hanno attaccato senza dire nulla e noi abbiamo condannato la reazione dell’Iran”.
“Noi non possiamo infilarci in una guerra perché andare ad Hormuz significa infilarsi in una guerra – ha ammesso Tajani -. E oltretutto, andare a fare una battaglia marina con strumenti diversi, perché gli iraniani hanno tantissimi droni, missili e poi le navi… Le fregate che andrebbero lì hanno armi limitate per reagire, quindi dopo sarebbero vittime di un attacco. Quindi anche da un punto di vista militare non mi pare la mossa giusta”.
L’Iran “vive certamente un momento di difficoltà ma ha ancora armi, missili e droni per continuare a combattere per qualche settimana, quindi secondo me non è una guerra che si conclude nel giro di pochi giorni”, ha aggiunto Tajani, guardando agli sviluppi dopo l’uccisione ieri di Ali Larijani e Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij.
Filippo Borsani
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