Il riso italiano lancia il suo allarme a Bruxelles. “Siamo veramente molto preoccupati perché insieme a questi accordi bilaterali ci sono le concessioni unilaterali che fanno ancora più male. Le importazioni da Cambogia e Myanmar stanno letteralmente mettendo in ginocchio la risicoltura europea. Importiamo quasi 500 mila tonnellate da questi paesi, di riso lavorato, in parte arriva anche già confezionato e questo prodotto non paga dazio, quindi non c’è il rispetto nemmeno delle regole di reciprocità ambientali quindi la preoccupazione è molta”. A dirlo è il direttore dell’Ente Nazionale Risi, Roberto Magnaghi a margine del convegno sulla competitività della filiera del riso, ospitato dal Parlamento europeo, rispondendo a una domanda sull’impatto degli accordi di libero scambio (Mercosur e Ue-India) stipulati dalla Ue sul comparto italiano. Lo stato di salute del settore del riso in Italia è misurato dall’Osservatorio Nazionale sul Consumo di Riso che lo scorso settembre ha certificato un settore un salute e la presenza in crescita nelle diete degli italiani. Nel 2025 la frequenza di consumo registra un +6,9% rispetto al 2024, confermando un trend positivo che riguarda sia la cucina domestica che i pasti fuori casa. Tuttavia la preoccupazione degli agricoltori italiani sono tangibili di fronte a una concorrenza priva di regole e all’importazione massiccia di alcune varietà di ‘riso speciale’ dai paesi asiatici.
La produzione italiana è a rischio? “Certamente si’, adesso abbiamo già una riduzione dei prezzi del 10%. – prosegue il Direttore – Se continueremo queste massicce importazioni di riso lungo, stretto, che non sono le nostre varietà da risotto ma sono quelle che in gran parte costituiscono l’alimentazione soprattutto del nord Europa, certamente la nostra risicoltura dovrà ridursi perché non è più competitiva e i costi di produzione non sono più competitivi con quelli che sono i costi di produzione dell’altra parte del mondo”.
“Siamo qui a Bruxelles per dire che il comparto feristico è un comparto molto importante, che l’Ente fiera di Isola della Scala è sicuramente un momento altrettanto importante per poter promuovere la materia prima, il nostro oro bianco che è il riso e quindi siamo qui a chiedere sostegno”. Lo ha dichiarato il presidente di Ente Fiera di Isola della Scala, Roberto Venturi a margine di un convegno sulla competitività del riso che si è svolto al Parlamento europeo.
“L’evoluzione della Fiera del Riso è un cammino lungo, che richiede fiducia e investimenti. Per questo abbiamo chiesto all’onorevole Borchia un incontro con gli stakeholder dell’Europa: il comparto fieristico è uno strumento fondamentale per far conoscere in modo diretto un prodotto cosi’ importante come il riso. – prosegue Venturi – Non a caso Ente Nazionale Risi e il Consorzio di Tutela della IGP Riso Nano Vialone Veronese hanno creduto nell’Osservatorio, che è diventato uno strumento strategico per il mercato del riso e per il necessario sviluppo delle fiere di settore, come quella di Isola della Scala, amatissima dai veronesi e sempre più conosciuta dagli italiani anche grazie a queste attività istituzionali”.
Massimiliano Orfei
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