Dazi amari…

No ai dazi contro il Canada. Con una votazione di 219 a 211, la Camera del Congresso Usa ha dato il via libera di stretta misura a un provvedimento che esprime disapprovazione nei confronti delle nuove misure tariffarie dal presidente Donald Trump al Canada.

I deputati hanno votato a favore di una risoluzione per porre fine all’uso da parte di Trump di un’emergenza nazionale per imporre misure commerciali punitive sui beni canadesi, inviando il provvedimento al Senato, dove ha buone probabilità di essere approvato.

Ma è improbabile che raccolga un sostegno sufficiente al Congresso per superare il prevedibile veto che Trump metterà al testo. L’approvazione, però, rappresenta un campanello d’allarme per il presidente, visto che la maggioranza repubblicana non appare più compatta sulla sua agenda.

Trump ha cercato di intervenire all’ultimo minuto, lanciando una minaccia politica diretta ai legislatori del suo stesso Partito Repubblicano mentre il voto si svolgeva in plenaria alla Camera. “Qualsiasi repubblicano, alla Camera o al Senato, che voti contro i dazi subirà seriamente le conseguenze in tempo elettorale”, ha scritto il presidente americano sulla sua piattaforma Truth Social.

“I dazi ci hanno dato la Sicurezza Economica e Nazionale, e nessun repubblicano dovrebbe essere responsabile di distruggere questo privilegio”, ha aggiunto.

Il Canada, come molti alleati degli Stati Uniti, è stato colpito da successive ondate di dazi decisi da Trump dal suo ritorno al potere nel gennaio 2025.

Il presidente degli Stati Uniti ha imposto il 35 per cento di sovrapprezzi all’importazione su molti prodotti canadesi lo scorso anno, ma ha ridotto tale aliquota per le importazioni di energia e creato ampie esenzioni per i beni coperti dall’accordo di libero scambio USMCA, Canada e Messico.

Oltre l’85 per cento del commercio tra i due Paesi rimaneva esente da dazi secondo i termini dell’accordo.

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