Un personaggio come Trump induce sempre in errore, e ormai fa cadere nel rigetto di qualsiasi cosa tratti; occorre mettere i piedi in terra e tornare alla logica: Trump è anche lo specchio della contrapposizione ideologica e l’amplificatore della propaganda, e noi italiani siamo tradizionalmente un laboratorio in proposito. Ormai qualsiasi cosa dica o faccia Trump crea o rigetto o – comunque – perplessità. Ci dimentichiamo che si tratta comunque di un fenomeno temporaneo, anche se può sembrare una tempesta che spazza mari e pianure, e ci dimentichiamo che è anche lo specchio di molte debolezze ed errori del mondo occidentale, che caratterizzano anche noi, che dobbiamo affrontare e correggere. Cercando di tornare alla logica, mi soffermo sull’ultimo dileggio, sul regalo sotto l’albero nel caldo della Florida, la corazzata virtualmente varata da Trump a Mar e Lago… I più favorevoli l’hanno liquidata con un sorriso, come un giocattolo, all’altro estremo è stata vista come un ulteriore prova di follia… eppure… Consideriamo Trump un arrogante, e lo rifiutiamo, ma forse gli arroganti siamo stati e siamo noi, e dovremmo (udite e scusate …) vedere Trump come un grillo parlante (che tira scarpate invece di riceverle) … Trump, per sue virtù e capacità o come induzione di un team, ha una solida e persistente visione marittima e navale, e la sua ultima proposta e provocazione deve far riflettere…. come ?….. continuare la lettura !
Da alcuni anni, in particolare dal 2023, si è tornati a parlare di marittimità, e a poco a poco ci s è resi conto che la conquista del mondo da parte della Cina, paese continentale, avviene sul mare e dal mare …molti semplicemente cominciano a rendersene conto… Da alcuni anni l’analisi ha riguardato, per gli aspetti navali, la persistenza delle operazioni, ed ha riguardato, per gli aspetti marittimi, la sostenibilità del commercio, in tutti suoi aspetti (anche infrastrutture). Studi – a cui abbiamo contribuito – che si intrecciano, che riguardano la nostra sopravvivenza più ancora che il nostro futuro.
Studi che devono contribuir alla consapevolezza del valore dell’e2icienza dello strumento navale, e la persistenza ne è una delle conseguenze
In particolare, il 2024 è stato l’anno, anche per il nostro paese, dell’Indopacifico (e per fortuna ci siamo stati …) e non si è trattato solo di presenza e transito, ma di partecipazione, come nel caso di RIMPAC 2024, con il tema della persistenza e dell’integrazione tra capacità navali e mercantili (quella “sola ed unica Marina” che molti anni or sono preconizzava l’Amm. Spigai …).
La US Navy, e in quel momento Trump era ancora solo una delle ipotesi, ha valutato come e con quante e quali unità avrebbe potuto condurre e sostenere operazioni prolungate con un minimo margine di successo
In contemporanea, ed in altro scenario, le marine occidentali, tra cui la nostra, hanno avuto una dura lezione con le operazioni in Mar Rosso, per la cui sostenibilità (oltre ai costi) abbiamo dovuto registrare casi come quelli della Royal Navy che per “ricaricare” le unità ha dovuto ricorrere ( e fortunosamente9 a Gibilterra con tempi e rischi di transito relativi…
Ci siamo resi conto ( forse ???) che oltre al problema delle dotazioni e della consistenza delle scorte nella progettazione delle nostre navi e nella corsa alla riduzione del personale, non abbiamo curato i problemi del rifornimento in mare e della movimentazione dei materiali a bordo …
La “corazzata” appena annunciata da Trump è forse una (provocatoria) soluzione alla persistenza, ma tecnicamente è una soluzione , compresa quella (pensate…!!!) della polivalenza e della “risposta plurima” …
Forse bisogna anche guardare a come e cosa pensa il potenziale (e non solo potenziale) avversario … Numeri o dimensioni? o tutte e due le soluzioni?
Trump si sfracella (momentaneamente) sui tempi di realizzazione e sulle capacità industriali e cantieristiche e pensa (forse troppo in grande) di uscirne autonomamente e rapidamente: quella delle “grandi navi sofisticate” non è stata ultimamente una scelta né e\icace , né rapida né felice (e non sembra neppure essere quella dell’avversario) mentre quella numerica può essere quella rapida e “tampone” (complementare alla flotta esistente ed al ristretto margine
di vantaggio che ancora mantiene la US Navy)
La soluzione numerica può essere diretta o indiretta, in ambedue i casi basata strettamente sulle alleanze e sull’integrazione tra lo sviluppo tra flotte mercantili e navali di tutto il mondo occidentale: nulla di nuovo e molto giù scritto (e non da Trump), si tratta solo di metterlo in atto, si tratta solo di maggior coesione in campo occidentale.
Si tratta di politica nazionale, prendendo atto che (momentaneamente??) le alleanze e gli accordi sono (ricorrendo a un termine tecnico, di elettrotecnica) “a stella” , e quindi bisogna puntare nell’immediato su accordi bilaterali. Altri paesi l’hanno capito, ed hanno agito rapidamente ed e\icacemente, noi italiani che eravamo in posizione di vantaggio, abbiamo perso l’occasione, sempre in termini di arroganza e speculazione, tra l’indi\erenza di una politica miope …
Possiamo recuperare ? non è solo un problema economico e di potere, è un problema di sopravvivenza nazionale, e non può cadere per interessi miopi e privati.
Certamente la “corazzata Trump” va vista come una soluzione, per quanto provocatoria, più fondata di quanto sembri e comunque fuori portata per “potenze minori”, ma altrettanto certamente è il segnale che “qualcosa”, e più di qualcosa, deve cambiare nella progettazione navale…
Più di qualcosa anche e soprattutto nel nostro paese dove da troppo tempo si specula riscaldando la stessa minestra e – come dice un “editorialista d’attacco” – evitando che si intacchi il potere contrattuale che la Marina Militare costituisce per l’intero paese relegandola al ruolo di “cliente prigioniero” di un sistema progressivamente incapace di competere davvero sul mercato militare internazionale dove gli unici clienti restano quelli obbligati.
Torniamo per favore alla “Marina pensante”, restituendole il ruolo trainante e l’autonomia di pensiero che ha sempre avuto (ricostituendone capacità e potere). Questa deve essere la lettura nazionale della “corazzata trump” e delle provocazioni del personaggio, come grido di allarme e non solo come rigetto
Trump non è solo il fantoccio girevole bersaglio dei cavalieri del palio …
GIAN CARLO PODDIGHE
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