Ho partecipato, come gruppo di lavoro eterogeneo, alla stesura di un’analisi che poi si è tradotta in un ponderoso testo, OLTRE L’ORIZZONTE ed OLTRE, recentemente pubblicato da Editoriale scientifica, reperibile tanto in Libreria quanto in rete
Nelle riflessioni che hanno accompagnato le presentazioni del libro, si è considerato opportuno puntualizzare meglio il “sistema nave” ed i suoi punti di forza, ed ho pertanto preparato il documento allegato, sia come contributo alle presentazioni, sia per evidenziare la genesi di quel processo che è al centro della narrazione del libro.
Le fregate Lupo sono la genesi, non l’essenza nè le conclusioni di un processo, ed è opportuno oggi parlare di sistema paese ma soprattutto capire perché e come quello sforzo di cui si parla nell’opera si sia arrestato, e perché oggi possa essere un riferimento per la ripresa, e per i nuovi programmi di Difesa,
Si è trattato di un ”PROGETTO MARINA”, che ha sanato errori e lacune precedenti e ho rintrodotto il tema e l’importanza della modularità nella costruzione in serie come fattore vincente insieme alle modalità “chiavi in mano”, che era stata tagliata nella prima elaborazione
Una prima elaborazione dove forse non erano chiari né la portata né l’importanza del “sistema nave” di progetto Marina e non della cantieristica, che aveva anzi impostato e promosso soluzioni non confacenti
Con il programma delle fregate tipo lupo non si realizzò solo la svolta tecnologica che la Marina Militare aveva indotto e esigeva per le nuove unità, ma si produsse un vero e proprio cambio di mentalità grazie ad un inedito rapporto speciale di collaborazione tra industria nazionale e difesa.
Grazie alla committente ed alle capacità progettuali della stessa Marina Militare si generarono nuove modalità contrattuali e si adottarono metodi organizzativi del lavoro, si crearono nuove professionalità e metodologie di gestione dei progetti: la sistemistica, il project management, in un momento in cui la digitalizzazione dei progetti non era ancora alla portata hanno consentito la realizzazione di navi che a partire dal “Tipo Lupo” hanno suscitato l’interesse e l’apprezzamento generale in un mercato chiuso e molto competitivo.
È anche la storia di un riscatto, una testimonianza di resilienza e di innovazione tecnologica: si riuscì a raggiungere un’autonomia industriale e tecnologica tale da posizionare la nostra Marina e la nostra industria allo stesso livello delle principali realtà mondiali.
Si realizzò in tal modo un vero e proprio “sistema paese“ con un livello di indipendenza tecnologica e produttiva che contribuì da un lato a mitigare le crisi mondiali del momento e dall’altro ad aprire un mercato strategico.
Un’opportunità che non fu colta appieno e svanì in breve tempo per una serie di miopi scelte di politica interna ma potrebbe nuovamente riproporsi e ripetersi alla luce di una rinnovata strategia del Paese.
GIAN CARLO PODDIGHE
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