Fare il sindaco è un sacco bello!

Carlo Verdone è arrivato ieri mattina in Campidoglio per vestire simbolicamente i panni del “sindaco per un giorno”, accolto da applausi, fan e curiosi. “Adesso ti comando”, ha scherzato rivolgendosi a Roberto Gualtieri mentre riceveva la fascia tricolore al suo ingresso a Palazzo Senatorio, accompagnato dalle note della banda della Polizia locale che ha eseguito la colonna sonora di “Un sacco bello” di Ennio Morricone.

L’attore, che ieri ha compiuto 75 anni, ha subito improvvisato il suo “primo discorso operativo”: “Le buche le tapperemo, in qualche modo. Adesso faremo il primo progetto e poi devo attapparle. Il progetto numero uno. Siamo già d’accordo. Abbiamo preparato le macchine idrauliche”, ha detto ridendo ai giornalisti.

L’attore e regista romano è stato accolto in Campidoglio dal Sindaco Roberto Gualtieri per prendere parte ai lavori della Giunta riunita al completo nella Sala delle Bandiere di Palazzo Senatorio. Sono state approvate due memorie di indirizzo: la prima riguarda l’attivazione di un punto di odontoiatria e psicologia sociale a Tor Bella Monaca. L’atto avvia il percorso, che sarà poi definito attraverso un accordo con la Regione Lazio e con l’Università Sapienza di Roma, per offrire cure odontoiatriche gratuite e servizi di sostegno psicologico alle persone in maggiore difficoltà economica. Il nuovo presidio sarà collocato all’interno del comparto R5, il grande edificio residenziale di viale dell’Archeologia composto da oltre 1200 alloggi pubblici, interessato da un ampio intervento di rigenerazione urbana finanziato con risorse del Pnrr. L’iniziativa si inserisce in questo percorso di riqualificazione e nelle politiche sociali integrate del territorio, con l’obiettivo di garantire l’accesso alle cure e affermare il diritto al sorriso come elemento essenziale della dignità delle persone, rafforzando al tempo stesso la presenza di servizi di prossimità per le comunità più vulnerabili.

La seconda memoria introduce nuove misure a sostegno delle librerie della città, riconosciute dall’Amministrazione come presidi culturali oggi in difficoltà per la crisi del settore. La novità principale riguarda la possibilità per le librerie di ottenere un’occupazione di suolo pubblico: potranno utilizzare spazi esterni per attività culturali oppure, nei casi previsti, per la somministrazione accessoria alla vendita di libri. L’atto consente inoltre alle librerie di svolgere somministrazione anche quando non raggiungono i requisiti dimensionali stabiliti dal regolamento vigente. La misura si applica anche nella Città Storica e nel Sito Unesco, dove finora non era consentito l’uso di aree esterne. L’obiettivo è rafforzare la presenza delle librerie nei quartieri, sostenere la loro tenuta economica e favorire nuove occasioni di incontro tra attività commerciale e iniziativa culturale.

Dopo un tour in alcuni punti della città Roberto Gualtieri e Carlo Verdone sono intervenuti a una seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina (Aula Giulio Cesare, Palazzo Senatorio)

L’attore ha espresso la sua emozione: “Sono molto emozionato, perché non me lo sarei mai aspettato dalla vita un regalo del genere. L’ho amata talmente tanto questa città che improvvisamente adesso mi abbraccia. Devo ringraziare Roberto (Gualtieri ndr) che ha avuto questa intuizione, questa sensibilità. Mi ha fatto il più bel regalo che potessi ricevere”. La profonda connessione tra Carlo Verdone e la sua città è palpabile.

Verdone ha ricordato che l’unico precedente risale a 25 anni fa, quando la fascia fu consegnata ad Alberto Sordi per il suo 80° compleanno: “Sordi lo incontrai alle due a Cinecittà, dove aveva fatto una sosta. Mi disse: ‘andiamo via, via’. Mi portò al ristorante di fronte e mi raccontò: ‘Io, il sindaco, manco per tre ore. Una cosa tremenda. Portatemi a letto’. Abbiamo mangiato in fretta ed è stato riportato a casa a dormire. La sera c’è stato il rinfresco con Rutelli e Berlusconi, ma era morto. Non so che giro gli hanno fatto fare”.

La scelta di dedicare la giornata alle periferie non è casuale: “Io ho scelto di andare nelle periferie perché mi sembrano i luoghi più interessanti, i più creativi. Bisogna dargli una bella spinta di speranza, soprattutto puntando sui giovani che possono avere delle idee. Sono quelli che guardano meglio il quartiere, quelli che possono dare un futuro alle periferie”.

Tra le idee che Verdone vorrebbe vedere realizzate, c’è anche quella di valorizzare il Tevere: “Non dico renderlo balneabile, sarebbe molto complicato, però renderlo più limpido e meno inquinato. Il Tevere è un’arena fondamentale per noi”.

L’attore ha raccontato di essersi commosso al risveglio: “Stamattina mi sono svegliato e qualche lacrima è venuta. Ho pensato ai miei genitori. Io ho amato tanto questa città. Ho capito la sensibilità, l’umore, la poesia anche di certe magagne. Il carattere dei romani è una famiglia, piena di ironia, pungente ma anche spiritosa, come mio padre e mia madre. Mi hanno insegnato ad amare questa città e a capirla meglio”.

Verdone ha sottolineato il valore della comunità che cambia anche grazie alla cultura: “La comunità si sta facendo diversa a livello culturale: chi ha un campo di calcio, chi una scuola di musica, chi una sala di lettura. La cultura può fare veramente moltissimo. Secondo me sono i giovani che hanno più intuizione e creatività. Per le periferie mi sembrava la cosa migliore: andare là dove c’è bisogno di dare speranza”.

La giornata è proseguita con il pranzo al Centro anziani Cassia, un sopralluogo ai lavori di Tragliatella e un incontro con i residenti al Centro sociale di via Zubiena, prima dell’intervento di Verdone nella seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina.

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