Pifferaia di una Pifferi!

Alessia Pifferi, la donna accusata dell’omicidio volontario della figlia Diana abbandonata e lasciata morire di stenti nel luglio 2022, ha suonato bene il suo piffero. L’ergastolo inflittole in primo grado è stato cancellato: la Corte di assise di appello di Milano ha ridotto la pena a 24 anni di reclusione.

In mattinata, la procura generale di Milano aveva chiesto di confermare il carcere a vita, in quanto “pena congrua”. L’avvocato generale Lucilla Tontodonati nella sua requisitoria aveva ribadito la piena capacità di intendere e volere dell’imputata. Dal giorno dopo in cui la madre ha lasciato la piccola di 18 mesi “si rappresenta con conseguenze certe o comunque altamente probabili che sua figlia possa avere lesioni gravi in quello stato o la morte”.

Secondo la perizia svolta sulla donna svolta dagli esperti Giacomo Francesco Filippini, Stefano Benzoni e Nadia Bolognini, il disturbo psichiatrico da cui è affetta non ha compromesso la sua capacità d’intendere e di volere quando abbandonò e lasciò morire di stenti la piccola Diana. Semplicemente e crudelmente Pifferi ebbe una “disconessione dal suo ruolo di mamma”.

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