Lecornu già non c’è più

Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha presentato le sue dimissioni a Emmanuel Macron, che le ha accettate. Lo ha annunciato l’Eliseo in un comunicato. Nominato il 9 settembre, Lecornu avrebbe dovuto presentarsi oggi all’Assemblea Nazionale per una dichiarazione politica. Il primo ministro si rivolgerà al Paese da Matignon, con un discorso atteso alle 10.45.

Ma la pioggia di critiche giunte dalle opposizioni e dalla destra gaullista alla sua squadra di governo, presentata ieri sera, lo hanno spinto a un passo indietro. La squadra di governo presentata da Lecornu era finita nel mirino per l’eccesso di continuità rispetto al passato, con la conferma di ben 12 dei 18 ministri dell’esecutivo precedente, come Bruno Retailleau (Interno), Jean-Noel Barrot (Esteri) e Gerald Darmanin (Giustizia). A far rumore era stato però soprattutto il ritorno, alla Difesa, di Bruno Le Maire, che fu ministro dell’Economia dal 2017 al 2024. “Siamo sbalorditi”, era stato il commento della leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, che aveva definito Le Maire “l’uomo che ha mandato in rovina la Francia”.

Le critiche non sono però arrivate solo dall’esterno ma anche dall’interno. Retailleau, presidente dei conservatori Republicains, ieri notte aveva protestato contro una squadra che “non rispecchia la rottura promessa” pur essendo stato lui stesso confermato. Retailleau aveva promesso una riunione d’urgenza del suo partito, alcuni esponenti del quale, come il presidente dell’Alta Francia, Xavier Bertrand, alle prime ore del mattino avevano chiesto il ritiro dei gaullisti dall’esecutivo affinchè “questo caos possa finire”. “Se vogliamo ritrovare la fiducia, se vogliamo impedire al nostro Paese di affondare giorno dopo giorno, dobbiamo dire molto chiaramente che da ora in poi non parteciperemo più a questo caos, non parteciperemo più a questa farsa’”, ha dichiarato l’ex ministro di Sarkozy a Rtl.

Tonfo del Cac40 a Parigi dopo che il primo ministro Lecornu ha presentato le sue dimissioni a Emmanuel Macron, che le ha accettate. Il listino perde l’1,94%. Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha chiesto al presidente francese di sciogliere l’Assemblea Nazionale e convocare nuove elezioni dopo le dimissioni del primo ministro. “Non può esserci un ripristino della stabilita’ senza un ritorno alle urne e senza lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale”, ha dichiarato Bardella al suo arrivo alla sede del partito nazionalista.

Il capo degli Insoumis, Jean-Luc Melenchon, chiede “l’esame immediato” della mozione di destituzione di Emmanuel Macron. “A seguito delle dimissioni di Sebastien Lecornu, chiediamo un esame immediato della mozione presentata da 104 deputati per la destituzione di Emmanuel Macron”, ha reagito il leader della sinistra radicale Melenchon, in un post su X.

“Il conto alla rovescia è iniziato. Macron deve andarsene”, ha dichiarato su X Mathilde Panot, esponente di spicco della sinistra radicale francese. In seguito alle dimissioni di Lecornu, la presidente del gruppo La France Insoumise (Lfi) all’Assemblea nazionale ha deplorato il fatto che “tre primi ministri sono stati sconfitti in meno di un anno” in Francia.

Dopo le dimissioni a sorpresa del suo successore, l’ex primo ministro Francois Bayrou chiede “un minimo di riserbo” di fronte a una situazione “pesante e preoccupante”. Tornato a Pau, città di cui è sindaco, l’ex premier si è rifiutato di commentare l’attuale ‘impasse’ politica, sottolineando appunto che “un minimo di riserbo” deve essere mantenuto “in circostanze così pesanti e preoccupanti. Alcune forze politiche si rifiutano di vedere la gravità della situazione”, ha sottolineato Bayrou in dichiarazioni al media locale Ici Bearn Bigorre.

In Francia il partito di estrema destra del Raggruppamento nazionale (Rn) chiede al presidente Macron di scegliere tra lo “scioglimento o le dimissioni”. A caldo, il partito di Marine Le Pen sentenzia che “il macronismo è morto” ed esercita pressioni su Macron affinchè scelga “e in fretta” tra le due opzioni sul tavolo. Riprendendo le prime dichiarazioni del suo leader, Jordan Bardella, il partito di estrema destra invita i francesi a “tornare alle urne”. L’ex primo ministro Michel Barnier ha lanciato un “appello alla calma” e a “pensare al popolo francese”. Attualmente Barnier fa parte del comitato strategico di Les Republicains (Lr, destra).

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