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Colloqui utili, costruttivi, caratterizzati da grande rispetto. E anche nuove intese e affari da raggiungere e far ripartire. Ma di una pace in arrivo tra la Russia e l’Ucraina ancora nessuna traccia.

È questo il bilancio che gli stessi Donald Trump e Vladimir Putin, nelle dichiarazioni congiunte post-summit, fanno delle 3 ore di colloqui avvenuti ad Anchorage, in Alaska.

Trump ha detto a Zelensky e ai leader della NATO che Putin non vuole un cessate il fuoco e preferisce un accordo globale per porre fine alla guerra. Lo scrive sui social il giornalista di Axios Barak Ravid. Secondo una fonte intervenuta durante la chiamata, Trump ha affermato: “Penso che un accordo di pace rapido sia meglio di un cessate il fuoco”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato questa mattina con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky e con i leader europei per discutere del vertice con il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea.

Trump ha parlato per più di un’ora con Zelensky, il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il segretario generale della NATO Mark Rutte e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ha aggiunto il portavoce. Secondo la presidenza ucraina, Trump ha parlato prima con Zelensky e poi si sono uniti alla chiamata anche gli altri leader europei. La Casa Bianca ha confermato la chiamata.

Giorgia Meloni ha preso parte alla telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i leader europei in merito all’incontro che il presidente Usa ha avuto ieri in Alaska con il presidente russo Vladimir Putin. Lo fanno sapere fonti di palazzo Chigi.

Zelensky incontrerà Trump lunedì a Washington per discutere della risoluzione del conflitto in Ucraina. Lo scrive lo stesso Zelensky su X. “”Sosteniamo la proposta del Presidente Trump di un incontro trilaterale tra Ucraina, Stati Uniti e Russia. L’Ucraina sottolinea che le questioni chiave possono essere discusse a livello di leader e che un formato trilaterale è adatto a questo scopo”, ha aggiunto.

“Sosteniamo la proposta del Presidente Trump di un incontro trilaterale tra Ucraina, Stati Uniti e Russia. L’Ucraina sottolinea che le questioni chiave possono essere discusse a livello di leader e che un formato trilaterale è adatto a questo scopo”, ha scritto sui social il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Al momento, il presidente degli Stati Uniti ha detto che chiamerà i suoi colleghi e discuterà con loro i risultati dei negoziati in corso” “e poi decideremo cosa fare”. Lo dice a Channel One il collaboratore di Vladimir Putin, Yuri Ushakov, riguardo a un eventuale prossimo incontro tra i due leader. “Non lo so ancora”, ha risposto l’assistente del leader russo alla domanda su quando potrebbe svolgersi un nuovo faccia a faccia tra i due, lasciando intendere che non è scontato un secondo round.

Il presidente Donald Trump ha detto che sia il presidente russo Vladimir Putin che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky vogliono che partecipi a un futuro potenziale incontro tra i due leader per discutere un percorso di pace. “Entrambi mi vogliono li’”, ha detto Trump in un’intervista a Fox News. “Entrambi mi vogliono li’, e io ci sarò”. Alla domanda se fosse fiducioso che la pace possa avvenire in un periodo di tempo relativamente breve, Trump ha risposto: “Abbastanza breve, si’”.

“Non c’è accordo finché non c’è un accordo”, ha scandito Donald Trump davanti ai giornalisti. Un modo indiretto per ammettere che oggi quella pace tanto desiderata non è stata raggiunta. Nessun cessate il fuoco. Nulla di tangibile da segnalare, sebbene durante il volo da Washington ad Anchorage, in Alaska, il presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato che la fine della guerra era il suo obiettivo dal summit con Putin e che se non l’avesse ottenuto oggi “non sarebbe stato felice”. E il risultato di questa sera, dopo le dichiarazioni, non può effettivamente renderlo contento e soddisfatto.

“Stanco, deluso, ma anche deludente”, così a caldo lo hanno descritto i media americani, che invece riconoscono in Putin il vero vincitore dell’incontro, a cui Trump ha concesso sin dalla mattinata tappeto rosso, aerei da combattimento e tanta gentilezza. Il leader del Cremlino, che dopo sette anni è tornato a dichiarare alla stampa accanto a un presidente americano, ha preso la parola per primo e ha parlato per quasi nove minuti, oltre il doppio di quanto ha parlato il suo omologo statunitense.

“C’è stata un’atmosfera costruttiva”, così ha esordito Putin, annunciando la costruzione di un nuovo dialogo con gli Stati Uniti. Washington che per Mosca è – ha detto il presidente russo – da sempre un alleato fondamentale, un “vicino stretto”, con cui sono stati sconfitti in passato “nemici comuni”, e che – sempre secondo il leader russo – con Trump torneranno a essere buoni. Trump che con la sua presenza “non avrebbe mai fatto scoppiare la guerra”, ha aggiunto Putin. Conflitto che tuttavia ancora non vedrà lo stop, perché di un accordo per la fine delle ostilità con Kiev, “nazione sorella con le stesse radici”, secondo le parole del presidente russo, non è ancora il tempo. “Come ho detto – ha sottolineato Putin – la situazione in Ucraina riguarda minacce ben più ampie alla nostra sicurezza”.

E quando la palla è passata a Trump, quest’ultimo ha espresso praticamente gli stessi identici concetti, aggiungendo che avrebbe parlato immediatamente con “la NATO e con Zelensky”, ma senza mai accennare a un cessate il fuoco. “Rimangono davvero pochissimi punti, di cui uno importante”, ha aggiunto. E dopo appena tre minuti e mezzo, Trump ha terminato il suo discorso, non prima di aver ringraziato ed espresso il desiderio di un nuovo incontro con Putin, da cui è arrivato immediatamente l’invito di svolgerlo a Mosca. “Oh, è interessante. Sarò un po’ criticato per questo, ma immagino che possa succedere”, ha risposto Trump.

Fatto questo, che qualora dovesse verificarsi, comporterebbe la quasi scontata assenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un’ultima stretta di mano tra i due leader davanti alle telecamere, ha chiuso il sipario, lasciando sorpresi i pochi giornalisti presenti in sala, abituati alle sue lunghe interviste, ma che oggi non hanno ricevuto alcuna risposta dal solito loquace presidente. Del vertice per ora resta l’ultima immagine di entrambi che lasciano il palco, con alle spalle lo sfondo contrassegnato dalla scritta: “Perseguire la pace”. Ma di piani per quella pace, dal tanto atteso vertice dell’Alaska, per ora non c’è ombra.

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