Uno dei terremoti più forti mai registrati ha colpito l’estremo oriente russo, innescando un allarme tsunami per onde fino a quattro metri in tutto il Pacifico e costringendo a evacuare le coste dalle Hawaii al Giappone.
La scossa di magnitudo 8.8 ha colpito alle 8:24 locali (poco dopo la mezzanotte in Italia) al largo di Petropavlovsk, nella remota penisola russa della Kamchatka, ed è stato uno dei 10 terremoti più forti mai registrati.
Le onde dello tsunami nei pressi della città russa di Severo-Kurilsk, nel Pacifico, hanno superato i 3 metri di altezza. L’onda più potente ha raggiunto i 5 metri, riporta l’agenzia di stampa Ria.
Tutti i voli da e per l’aeroporto Kahului di Maui sono stati cancellati, costringendo i passeggeri a rifugiarsi nel terminal, ha dichiarato il Dipartimento dei trasporti delle Hawaii su X. “Al mattino, coloro che si sono rifugiati saranno sottoposti a un nuovo controllo prima della partenza”, ha affermato il dipartimento.
L’aeroporto internazionale di Hilo rimane chiuso. Il controllo bagagli all’aeroporto internazionale Daniel K. Inouye di Honolulu è ripreso, con voli interinsulari e transpacifici scaglionati, ha comunicato il dipartimento.
Le autorità russe hanno dichiarato che uno tsunami ha colpito e inondato la città portuale di Severo-Kurilsk, mentre i media locali hanno riferito che un’onda alta tra i tre e i quattro metri è stata registrata nel distretto di Elizovsky, in Kamchatka.
Un video diffuso sui social media russi mostra edifici della città sommersi dall’acqua, ma la popolazione – circa 2.500 persone – era stata evacuata in tempo.
Diverse persone sono rimaste ferite in Russia a causa del terremoto, secondo quanto riportato dai media statali, ma nessuna in modo grave.
“I muri tremavano”, ha raccontato un residente di Elizovsky al media statale Zvezda. “È stato un bene che avessimo preparato una valigia, ce n’era una con acqua e vestiti vicino alla porta. L’abbiamo presa e siamo corsi fuori: è stato spaventoso”.
Le autorità dei Paesi che si affacciano sul Pacifico, in Nord e Sud America – tra cui Stati Uniti, Messico ed Ecuador – hanno invitato la popolazione a evitare le spiagge.
In Giappone, le persone sono state evacuate verso zone più elevate, anche a Hokkaido, dove è stata osservata una prima onda di 30 centimetri. Dopo una prima serie di onde più piccole fra i 30 e i 60 centimetri, in Giappone registrata un’onda di tsunami alta 1,3 metri, lo riferisce al tv nipponica NHK.
Secondo le webcam in diretta, alcune parti della costa delle Hawaii hanno iniziato a vedere il livello del mare abbassarsi a causa delle onde dello tsunami che si avvicinano alle isole. Diverse webcam dalle isole di Kauai e Oahu, dove si trova la capitale Honolulu, mostrano che i livelli dell’acqua sono scesi notevolmente nell’ultima ora. In genere, uno tsunami provoca il ritiro insolito delle acque oceaniche dalle coste prima dell’arrivo delle onde principali.
Tutti i voli da e per l’aeroporto Kahului di Maui sono stati cancellati, costringendo i passeggeri a rifugiarsi nel terminal, ha dichiarato il Dipartimento dei trasporti delle Hawaii su X. “Al mattino, coloro che si sono rifugiati saranno sottoposti a un nuovo controllo prima della partenza”, ha affermato il dipartimento.
L’aeroporto internazionale di Hilo rimane chiuso. Il controllo bagagli all’aeroporto internazionale Daniel K. Inouye di Honolulu e’ ripreso, con voli interinsulari e transpacifici scaglionati, ha comunicato il dipartimento.
Il terremoto di mercoledì è stato il più forte dal 1952 nella regione della Kamchatka, secondo il servizio regionale di monitoraggio sismico, con scosse di assestamento fino a magnitudo 7.5.
L’epicentro del sisma è più o meno lo stesso di quello del terremoto del 1952, di magnitudo 9.0, che provocò uno tsunami distruttivo in tutto il Pacifico.
Almeno sei scosse di assestamento hanno ulteriormente colpito la regione, tra cui una di magnitudo 6.9 e un’altra di 6.3.
I Centri di Allerta Tsunami statunitensi hanno avvertito che onde di oltre tre metri sono possibili lungo alcune coste di Ecuador, Hawaii nordoccidentali e Russia.
Onde tra uno e tre metri potrebbero colpire Cile, Costa Rica, Polinesia Francese, Guam, Giappone e altre isole del Pacifico. Fino a un metro di altezza sono possibili in Australia, Colombia, Messico, Nuova Zelanda, Tonga e Taiwan.
I lavoratori della centrale nucleare di Fukushima, nel nord-est del Giappone – distrutta da un violento terremoto e tsunami nel 2011 – sono stati evacuati per precauzione.
Le allerte tsunami hanno fatto suonare gli smartphone in California, mentre l’ex presidente Donald Trump ha scritto sul social Truth invitando la popolazione a “restare forte e rimanere al sicuro“.
L’allerta tsunami di livello più alto è stata proclamata per l’intero arcipelago delle Hawaii. Alle imbarcazioni è stato ordinato di dirigersi verso il mare aperto, mentre ai dipendenti pubblici di Honolulu è stato consentito di tornare a casa prima del previsto.
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