Bibi dà fuoco anche alle tende di Gaza…

Sfollati palestinesi sono stati sorpresi nel sonno da colpi esplosi da carri armati israeliani che hanno aperto il fuoco contro le loro tende nel ‘Beach Camp’, a ovest di Gaza City. Secondo media locali, che citano fonti sanitarie, il bilancio provvisorio è di almeno 14 morti e 25 feriti da due colpi di carro armato “sparati contro un complesso di tende” nella parte occidentale di Gaza City, nella Striscia di Gaza settentrionale. Tra le vittime ci sono diversi bambini e donne, fa sapere l’agenzia palestinese Wafa.

Il sito ospitava cittadini di Gaza sfollati da altre aree della Striscia settentrionale. Secondo i primi resoconti, i carri armati posizionati a nord del campo di Shati hanno aperto il fuoco contro le tende. L’agenzia di stampa Reuters ha osservato che le Idf non hanno ancora riferito in merito a questa operazione notturna in corso.

Dall’alba di oggi gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 31 persone in tutta Gaza. Lo rivelano fonti mediche ad Al Jazeera, sottolineando che tra questi, sette erano in attesa di ricevere aiuti umanitari.

Da quando il governo di Benjamin Netanyahu ha iniziato l’invasione della Striscia di Gaza, nell’ottobre 2023, secondo fonti palestinesi, più di 59.000 abitanti di Gaza sono stati uccisi e più di 142.000 persone sono rimaste ferite.

Altri due bambini sono morti per malnutrizione a Gaza. Lo ha riferito l’agenzia palestinese Wafa. Le vittime si chiamavano Yousef Al Safadi, che viveva nel nord, e Abdul Hamid Al Ghalban di Khan Younis, nel sud. Secondo l’agenzia, che cita il ministero della Salute, dall’inizio dell’offensiva israeliana il 7 ottobre del 2023 sono almeno 80 i bambini morti di fame, sette solo da venerdì scorso. E 23 sono state in totale le vittime della carestia negli ultimi due giorni.
Le autorità palestinesi stimano che più di 17.000 bambini nella Striscia soffrano attualmente di malnutrizione acuta per la carenza di cibo e acqua, soprattutto al nord dove manca anche quel poco distribuito dalla Gaza Humanitarian Foundation che opera solo al centro e al sud. Eppure vi sarebbe disponibilita’ di aiuti. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha riferito nelle ultime ore di avere circa 6.000 camion fermi in Giordania ed Egitto carichi di cibo, medicine e forniture mediche in attesa che Israele dia loro il via libera per entrare nella Striscia.

“L’aiuto umanitario non è solo necessario, è una questione di vita o di morte. Rifiutarlo non è un ritardo, ma una condanna”. Lo ha detto il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, nel coro di una conferenza stampa congiunta con il Patriarca ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III, al centro Notre Dame di Gerusalemme. “Ogni ora senza cibo, acqua, medicine e riparo provoca danni profondi. L’abbiamo visto: uomini che si espongono al sole per ore nella speranza di un pasto semplice. Questa è un’umiliazione che è difficile da sopportare quando la vedi con i tuoi occhi. E’ moralmente inaccettabile e ingiustificabile”, ha sottolineato Pizzaballa.

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