Arrivati gli esiti sul tampone orofaringeo di Chiara Poggi analizzati nell’incidente probatorio nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Gli esami – riferiscono consulenti della famiglia Poggi -, hanno confermato che dei cinque campioni uno è quello dell’assistente del medico legale che nel 2007 effettuò l’autopsia sulla vittima e l’altro appartiene a un uomo sconosciuto, ignoto 3. Risultano invece illeggibili gli altri tre. Si tratta, si fa notare, di “quantità molto piccole di materiale genetico”, dunque, probabilmente, “si tratta di contaminazione”.
“Oggi sappiamo che è presente nel cavo orale della povera Chiara un dna maschile, ignoto, non sappiamo a chi appartiene. Ora, come prima cosa, nel momento in cui ci saranno le risultanze scientifiche, la Procura che è l’unica titolata a svolgere le indagini, dovrà compiere tutti gli accertamenti al fine di valutare, stabilire, se si può affermare a chi appartenga questo dna. Questo è un ulteriore elemento investigativo che dovrà essere sviluppato”. Lo ha affermato l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, in una dichiarazione alle telecamere del programma “Filorosso” su Rai 3 dedicato all’omicidio di Garlasco.
“Certo questa possibilità potrebbe, con tutta la prudenza del caso, rappresentare un elemento importante, ma al momento non dobbiamo dimenticare che è di un soggetto sconosciuto”, ha proseguito De Rensis. “Dobbiamo procedere con prudenza e per gradi, ricordando a tutti noi che chi svolge le indagini è la Procura della Repubblica”.
Lascia un commento