La Difesa civile della Striscia di Gaza ha riferito domenica che almeno 10 persone sono morte e oltre 100 sono rimaste ferite a causa di colpi di arma da fuoco israeliani contro civili che si stavano dirigendo verso un centro americano di distribuzione di aiuti alimentari. “Almeno 10 palestinesi sono stati uccisi e più di 100 altri, di tutte le età, sono rimasti feriti a causa di colpi sparati da veicoli israeliani verso migliaia di cittadini che si dirigevano, all’alba di sabato, verso il sito degli aiuti americani a ovest di Rafah”, nel sud della Striscia di Gaza, ha dichiarato il portavoce della Difesa civile, Mahmoud Basal.
La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è catastrofica, con un blocco durato oltre due mesi, solo parzialmente alleggerito la scorsa settimana, che ha causato gravi carenze di cibo, medicinali e altri beni di prima necessità. Israele ha recentemente intensificato le sue operazioni militari, con l’obiettivo dichiarato di prendere il controllo totale del territorio palestinese, annientare Hamas e liberare gli ultimi ostaggi rapiti durante l’attacco senza precedenti del movimento islamista palestinese il 7 ottobre 2023 in Israele, che ha dato inizio alla guerra.
Venerdì, le Nazioni Unite hanno denunciato il saccheggio da parte di individui armati di “grandi quantità” di materiale medico e integratori alimentari appena arrivati in un ospedale da campo nel centro della Striscia di Gaza. Mercoledì, un magazzino del Programma alimentare mondiale (PAM) nel territorio era stato saccheggiato da “orde di persone affamate”, secondo quanto dichiarato dalla stessa agenzia delle Nazioni Unite.
Intanto Stati Uniti, Egitto e Qatar stanno facendo pressioni su Hamas affinché riveda la sua risposta e accetti la proposta dell’inviato speciale Usa, Steve Witkoff. Lo ha riferito il giornalista di Axios, Barak Ravid.
Nel frattempo Hamas ha presentato la sua risposta alla proposta di cessate il fuoco avanzata dall’inviato USA per il Medio Oriente, Steve Witkoff, proponendo la liberazione di dieci ostaggi vivi e la restituzione di 18 corpi in cambio del rilascio da parte di Israele di diversi prigionieri palestinesi. Lo riportano il Guardian e il Times of Israel, citando il comunicato del gruppo terroristico e altre fonti.
Il canale egiziano Al-Rad riporta che Hamas ha chiesto che il ritorno degli ostaggi sia suddiviso in cinque fasi, anziché due nella prima settimana. Il gruppo terroristico intende rilasciare quattro ostaggi vivi il primo giorno di una tregua di 60 giorni, due ostaggi vivi il trentesimo giorno e altri quattro l’ultimo giorno dell’accordo. I corpi degli ostaggi morti sarebbero restituiti in due tornate: il trentesimo e il cinquantesimo giorno.
Fonti del Times of Israel hanno riferito che Hamas intendeva accettare l’offerta, pur presentando delle riserve, volte principalmente a impedire a Israele di riprendere la guerra dopo la tregua temporanea proposta da Witkoff. Nella sua risposta, Hamas afferma che punta a un cessate il fuoco permanente e al completo ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza, due richieste che il governo israeliano ha già respinto più volte.
Israele considera la risposta di Hamas alla proposta di accordo di Steve Witkoff come un “rifiuto di fatto”. Lo ha detto una fonte del governo israeliano al Times of Israel che sottolinea come la risposta del gruppo terroristico includa una serie di modifiche alla proposta dell’inviato speciale Usa. Tuttavia la porta non è ancora chiusa: nonostante Hamas abbia annunciato di aver già presentato la sua risposta alla proposta di Witkoff, i mediatori stanno lavorando con il gruppo per attenuare alcune delle modifiche richieste.
Secondo la fonte, la risposta di Hamas include una richiesta che rende più difficile per Israele riprendere i combattimenti se i colloqui per un cessate il fuoco permanente non saranno completati entro la fine della tregua di 60 giorni. Le modifiche chieste da Hamas prevedono il rilascio dei 10 ostaggi durante tre momenti nei 60 giorni di tregua, anzichè in due tornate il primo e il settimo giorno, come previsto dall’offerta statunitense.
Questa modifica mira a impedire a Benjamin Netanyahu di abbandonare i colloqui per un cessate il fuoco permanente dopo il rilascio dei 10 ostaggi o di rifiutarsi di impegnarsi completamente, come fatto durante il precedente cessate il fuoco di gennaio.
Massimiliano Orfei
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