Emmanuel Macron, Keir Starmer e Mark Carney hanno avvertito che “non resteranno inerti” di fronte alle “azioni scandalose” del governo israeliano di Benjamin Netanyahu a Gaza, minacciando “misure concrete” se non cesserà l’offensiva militare e non rilascerà gli aiuti umanitari.
“Siamo determinati a riconoscere uno Stato palestinese come contributo al raggiungimento di una soluzione a due Stati e siamo pronti a lavorare con altri per raggiungere questo obiettivo”, hanno affermato il presidente francese e i primi ministri britannico e canadese in una dichiarazione congiunta, riferendosi in particolare alla conferenza prevista per giugno alle Nazioni Unite “per costruire un consenso internazionale attorno a questo obiettivo”.
“Ci opponiamo fermamente all’espansione delle operazioni militari israeliane a Gaza”, hanno affermato i leader, aggiungendo che il “livello di sofferenza umana” nell’enclave palestinese è “intollerabile”.
Inoltre l’annuncio di accesso a “una quantità minima di cibo”, hanno proseguito nella dichiarazione i tre leader, è “completamente insufficiente”. Il governo di Israele, hanno aggiunto, “deve cessare le operazioni militari a Gaza e autorizzare immediatamente l’ingresso degli aiuti umanitari”.
I tre leader hanno anche condannato “il linguaggio odioso recentemente utilizzato dai membri del governo israeliano e la minaccia di sfollamento forzato dei civili che affrontano la disperata distruzione di Gaza”. Pur riconoscendo il diritto di Israele a “difendersi” dal “terrorismo” e chiedendo ad “Hamas di rilasciare immediatamente i restanti ostaggi tenuti cosi’ crudelmente in ostaggio dal 7 ottobre 2023”, Macron, Starmer e Carney ritengono che l’escalation portata avanti dalle autorità israeliane sia “totalmente sproporzionata”.
“Se Israele non pone fine alla nuova offensiva militare e non revoca le restrizioni sugli aiuti umanitari, adotteremo ulteriori misure concrete in risposta”, hanno avvertito, senza specificare quali. Riferendosi alla conferenza del 18 giugno a New York, presieduta congiuntamente dall’Arabia Saudita e dalla Francia, sulla soluzione dei due Stati, i leader hanno promesso di “collaborare con l’autorità Nazionale Palestinese, i partner regionali, Israele e gli Stati Uniti per raggiungere un consenso sulle disposizioni per il futuro di Gaza, sulla base del piano arabo”.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha replicato alla condanna dell’offensiva a Gaza giunta dai leader di Francia, Canada e Gran Bretagna, definendola come l’offerta di una “ricompensa enorme” ad Hamas.
“Chiedendo a Israele di porre fine a una guerra difensiva per la nostra sopravvivenza prima che i terroristi di Hamas al nostro confine vengano annientati e rivendicando uno Stato palestinese, i leader di Londra, Ottawa e Parigi stanno offrendo una ricompensa enorme per l’attacco genocida contro Israele del 7 ottobre, invitando al contempo a commettere altre atrocità simili”, ha dichiarato Netanyahu.
Massimiliano Orfei
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