Blitz dei carabinieri a Garlasco nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Pogg. In corso dalla prima mattina di mercoledì 14 maggio alcune perquisizioni ordinate dalla procura di Pavia a casa del 37enne Andrea Sempio, a Voghera e quella dei suoi genitori nel paese dove avvenne il delitto 18 anni fa. La perquisizione – secondo quanto riferito dal Tg1 – è mirata ad acquisire elementi utili all’inchiesta attraverso il sequestro e l’analisi dei contenuti di supporti informatici, telefoni e pc presenti in casa.
Analoga attività investigativa è stata estesa alle abitazioni dei genitori di Sempio e di due amici del ragazzo, Roberto Freddi e Mattia Capra. I due frequentavano la villetta della famiglia Poggi come amici di Marco, il fratello della vittima, e i loro nomi vengono citati in una relazione dei carabinieri dell’8 febbraio 2024. Dal documento emergeva che era stato prelevato materiale biologico riconducibile ai due. La mattina del 13 agosto 2007 erano stati registrati dei contatti telefonici tra i due e Sempio nelle ore in cui Chiara Poggi veniva uccisa. I carabinieri stanno rianalizzando i tabulati.
Oltre alle perquisizioni i carabinieri del nucleo investigativo di Milano, su indicazione di un testimone, stanno setacciando un canale a Tromello, comune confinante con Garlasco, alla ricerca della possibile arma del delitto che potrebbe essere un attizzatoio da camino.
In questi mesi la famiglia di Chiara Poggi ha sempre ribadito di credere nell’estraneità ai fatti di Sempio, amico di vecchia data del fratello della vittima e indagato a suo tempo (con posizione poi archiviata nel marzo del 2017). Diverso, invece, l’atteggiamento sostenuto nei confronti di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara, ritenuto ancora oggi l’unico responsabile del delitto e condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Stasi, 41 anni, lavora come contabile grazie a un permesso di lavoro esterno.
“La famiglia Poggi è rimasta ancora una volta basita per quanto sta accadendo”, scrive in una nota l’avvocato Francesco Compagno, legale della famiglia Poggi, dopo gli ultimi sviluppi della nuova indagine. “Il nostro ordinamento attribuisce alle Procure un amplissimo potere in fase di indagini – prosegue – ma non per questo gli inquirenti possono collocarsi al di sopra della giurisdizione ignorando quanto accertato in un giusto processo, valorizzando – a distanza di quasi 20 anni – delle ipotesi stravaganti e creando in tal modo i presupposti per una loro immediata diffusione sugli organi di stampa. ll rispetto per le persone coinvolte in una così tragica vicenda, e ora nuovamente esposte a sofferenze indicibili, richiederebbe a nostro avviso un maggior rigore nella valutazione dei dati probatori e nella tutela della riservatezza degli eventuali accertamenti ritenuti opportuni”.
“Andrea è sereno come sempre”, ha assicurato uno dei legali di Sempio, l’avvocato Massimo Lovati. “Stanno facendo indagini tradizionali, a tappeto – ha aggiunto – non so cosa stiano cercando”.
Lascia un commento