Grazie Roma, ospite perfetta

Permetteteci di aggiungere una piccola nota a margine dell’evento che ieri ci ha coinvolti tutti, e cioè l’incontro fra i “grandi” in occasione del funerale di Papa Bergoglio. Al di là della commozione per la morte di un Papa unico, cui, temiamo, difficilmente seguirà un altro di tale altezza umana e pastorale, vogliamo sottolineare altro… Abbiamo tutti visto le foto di Trump e Zelensky seduti uno di fronte all’altro, e dei due insieme a Macron e Starmer in atteggiamento amichevole e rilassato. Ora, lungi dal voler attribuire a tali foto chissà quale significato, possiamo per lo meno affermare che tali atteggiamenti erano alla vigilia difficilmente prevedibili, date tutte le premesse delle settimane precedenti. E se un tale avvicinamento è avvenuto, siamo convinti che si debba anche a due fattori “esterni” alla politica in senso stretto: il primo, il senso di una possibile vicinanza umana che la morte di un pontefice che tanto ha fatto per gli esseri umani e per la pace ha certamente ispirato, come fosse il suo ultimo atto, un’occasione irripetibile… Il secondo fattore, a nostro parere, è Roma, e la sua straordinaria capacità, quando la città è al suo meglio, di preparare gli animi alla migliore disposizione. La città eterna, infatti, anche grazie a un’organizzazione perfetta degli eventi da parte del Vaticano e del governo italiano, ha mostrato il meglio di sé, ciò per cui è una delle città più amate al mondo: le sue eterne bellezze artistiche e architettoniche, un clima perfetto, e cioè una giornata di sole primaverile e calda il giusto, un’atmosfera quasi magica, e tutto questo nella composta commozione di 400mila persone arrivate da tutto il mondo. Uno scenario fantastico, una sceneggiatura impeccabile, che non poteva non disporre gli animi al meglio di sé stessi….

E ora immaginate se lo stesso evento si fosse svolto altrove, a Buxelles, tanto per dire e senza alcuna intenzione di offendere, con un cielo plumbeo di pioggia, tra palazzi di burocrati e strade anonime… Siamo certi che gli animi e le menti, in quel caso, sarebbero stati gravati da un peso diverso, che le prospettive sarebbero sembrate più pesanti, che i gesti sarebbero stati più rigidi e misurati. Perché è inutile negarlo, le circostanze esterne condizionano sempre i sentimenti e i gesti degli umani.

Per queste ragioni, ci sentiamo di dover ringraziare Roma, nella sua essenza astratta e concreta, per quello che è stata e per quello che eternamente è.

Massimiliano Orfei

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