25 aprile: quale ricorrenza e quale spirito? Manca la gratitudine.
Posto, volutamente a fine giornata, un messaggio che riguarda questa ricorrenza, una faccia della realtà che si vuole assolutamente dimenticare
Trovo assurdo che dopo 80 anni, più di tre generazioni, si tramandi in questa giornata lo spirito della guerra civile (altra realtà che si vuole negare più che nascondere) invece di trasformare la ricorrenza in un monito per evitare
eccessi, il possibile simbolo della riconciliazione. Siamo un paese che si picca di ogni primato, di ogni eccellenza, e da tempo ha anche quello di non avere un “punto finale”, un trattato di pace interna. Anche quando i protagonisti sono tutti scomparsi, si è tramandato solo il rancore, da tutte le parti….
Pubblico anche come riconoscimento per i valori di cui è portatore questo messaggio. Voglio ricordare, con ammirazione e gratitudine, gli 85.000 caduti delle Forze Armate regolari durante la guerra di liberazione. Voglio ricordare le migliaia di soldati italiani del Regio Esercito abbandonati lontano dalla Patria, che reagirono, combatterono e morirono dopo l’( settembre 1943. Voglio ricordare il 1° Raggruppamento motorizzato, il Corpo italiano di Liberazione, i Gruppi di Combattimento (praticamente Divisioni) “Folgore”, “Friuli”, “Legnano”, “Cremona”, “Mantova” e “Piceno”, ciascuno di circa 10.000 uomini, che risalirono combattendo la penisola…. Voglio ricordare i 226 Paracadutisti italiani di “Operazione Herring” aviolanciati di notte dietro le linee tedesche per rallentarne la ritirata. Voglio ricordare i 160.000 uomini di Divisioni ausiliarie adibiti a compiti logistici che portarono munizioni e eviveri in prima linea. Le decine di migliaia di Ucciciali che rifiutarono di collaborare e morirono a stenti nei Lager. Tutti con stellette e rigorosamente dimenticati nelle celebrazioni. Onore a loro.
Gian Carlo Poddighe
Lascia un commento