Questa è la continuità di un precedente rapporto (Passaggi a nord) pubblicato nel 2023 e la premessa di un rapporto sugli stretti che seguirà a breve.
Temi scottanti se trattati attraverso i social media, come sta avvenendo con l’attuale amministrazione USA: il clamore e le polemiche nascondono la realtà di situazioni estremamente rischiose, non solo sulla Groenlandia.
Questa analisi evidenzia rischi ed opportunità con identificazione dei players, un lavoro meno provocatorio di quello che può sembrare.
La Groenlandia non è materia di confronto bilaterale, ma di equilibri globali, ed è un problema di posizione, competenze e responsabilità in materia di difesa e sicurezza (sotto ogni aspetto, compresa quella energetica, l’economica e l’industriale) in ambito UE, NATO e dei rapporti transatlantici.
Il futuro della Groenlandia e le sue implicazioni nei nuovi equilibri globali sollevano anche il problema dei diritti, inalienabili, dell’autodeterminazione in presenza di attori che non sono portatori degli stessi valori, ma li sfruttano e li adattano a proprio beneficio.
L’interesse sulla Groenlandia non è e non può essere ancora economico (quello industriale del comparto minerario ed energetico) ma è solo strategico
Contesa statunitense o problema UE e poi atlantico? Tanto rumore per nulla o problema sfuggito di mano?
La geografia è ben lungi dall’essere irrilevante come condizione decisiva che inquadra il corso della politica internazionale. I luoghi contano e, nello spietato gioco dell’alta strategia, alcuni luoghi sono più importanti di altri per motivi diversi, e tra questi gli stretti, i choke points, primeggiano
Tanto rumore per nulla?
Nulla di nuovo né sotto il solo né nella notte artica e meno sotto il mare, e necessità ella massima attenzione, in particolare della UE nel contesto dei primi passi della tanto conclamata difesa comune, pena l’irrilevanza: se la UE non prende posizione, autorevolmente, considerando la partecipazione dei suoi membri alla NATO, e più se la Norvegia dovesse aderire alla UE, altri soggetti e non uno solo potrebbero essere interessati al riassetto regionale, con un effetto domino certamente non favorevole alla UE ed alla sua sicurezza, un brutto precedente per altri spazi ed altri choke points. Gian Carlo Poddighe
Se qualcuno soffrisse di insonnia e cercasse un testo noioso per conciliare il sonno o, se al contrario, la pretestuosa politica sulla Groenlandia avesse suscitato curiosità, propongo se non la lettura completa un’occhiata a questo volumetto appena pubblicato e scaricabile a:
https://www.academia.edu/128622398/GROENLANDIA_IL_DOMINIO_DEGLI_STRETTI_E_DELLE_TERRE_RARE
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