TrùmPutin!

Così, in pratica, il celebre scrittore ucraino Andrei Kurkov, che da Kiev ha commentato il duro scontro tra i presidente ucraino e americano che ha portato alla cancellazione del previsto accordo sui minerali, ha inteso evocare l’immagine di una sorta di pericoloso Rasputin ottenuta fondendo le figure di Trump e di Putin. L’incontro alla Casa Bianca tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump, “agli ucraini cresciuti durante l’Urss ha ricordato l’immagine degli Stati Uniti nelle caricature del selvaggio Occidente, diffuse dalla propaganda sovietica”.

“L’immagine degli Usa durante l’Urss era quella di una nazione di capitalisti avidi, in cui sono i dollari a governare una società senza alcuna responsabilità morale, che sfrutta i poveri e le persone di colore”, ricorda Kurkov, i cui libri sono tradotti in oltre 25 lingue. Nel descrivere lo stato d’animo tra gli ucraini oggi, lo scrittore parla di “shock e rabbia, perché l’America di adesso appare totalmente diversa da quella a cui tutti noi siamo stati abituati”.

“Sta diventando come la Russia”, avverte Kurkov che ha sempre scritto i suoi libri in russo, “la leadership americana inizia a comportarsi come Vladimir Putin: con maleducata arroganza, la voglia di dare ordini, la tendenza a parlare dalla posizione di chi ha sempre ragione e sa cosa vuole ottenere dagli altri”. La sensazione, continua lo scrittore, “è che non ci sia più spazio per una discussione democratica, che il dialogo non sia tra pari e che si pretenda solo obbedienza”.

Insieme alla sensazione di essere stati presi in giro, “perché in realtà non c’era alcun accordo pronto e nessuna ulteriore intesa sulle garanzie di sicurezza come ci era stato detto”, Kurkov nota che la reazione più diffusa degli ucraini oggi è un “sostegno di massa” al presidente Zelensky: “Ha tenuto la schiena dritta, ha rifiutato di firmare un accordo capestro e ingiusto”.

“Se prima che Trump iniziasse a chiamarlo dittatore il suo consenso era del 50%”, ricorda, “in seguito il dato è cresciuto fino a sfiorare il 60% e oggi si parla di un ulteriore aumento”. Allo stesso tempo, però, in Ucraina le persone sono consapevoli che “bisogna prepararsi a continuare combattimenti più duri e con più vittime, perché senza l’aiuto americano per noi sarà ancora più difficile”. “L’Europa è diventata la nostra ultima speranza, ma temiamo che questo sostegno non sarà sufficiente e a lungo termine”, ammette lo scrittore.

Infine, in vista del vertice a Londra tra i leader europei e Zelensky, Kurkov lancia un monito: “Una sconfitta dell’Ucraina in questa guerra sarà solo una fase temporanea prima dell’inizio di una nuova guerra, che la Russia sferrerà sicuramente probabilmente iniziando da Polonia e Lituania; stavolta, però, sarebbe una guerra mondiale”.

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