Rubio Tuesday…

A Riad i rappresentanti di Usa e Russia si incontrano per affrontare la questione Ucraina. Ma all’appuntamento in Arabia Saudita non ci sarà Kiev. Ieri in una conferenza stampa, il presidente Volodymyr Zelensky ha chiarito che non solo nessuno parteciperà per il suo Paese ma che “l’Ucraina non ne sapeva nulla. L’Ucraina considera qualsiasi negoziato sull’Ucraina senza l’Ucraina come inutile, e non possiamo riconoscere alcun accordo su di noi senza di noi. Non riconosceremo tali accordi”, ha sottolineato il leader di Kiev.

La delegazione statunitense sarà rappresentata dal segretario di Stato Marco Rubio, dal consigliere per la Sicurezza nazionale Mike Waltz e dall’inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff. Nella capitale saudita, per Mosca, ci saranno il ministro degli Esteri Serghei Lavrov e il consigliere diplomatico di Vladimir Putin, Yuri Ushakov. Come ha spiegato ieri il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, la delegazione russa vedrà i rappresentanti americani “per discutere il ripristino dell’intera gamma di relazioni bilaterali”.

“Gli Stati Uniti – ha dichiarato Lavrov – possono contribuire a trovare una soluzione al conflitto ucraino”. Durante i negoziati non si potrà parlare di concessioni territoriali all’Ucraina, ha aggiunto il ministro degli Esteri russo. “Cedere cosa e come, con la gente, con i russi, o senza gente, con solo terre rare?”, ha affermato Lavrov parlando con i giornalisti a Mosca. Dopo l’invasione del 2022, i russi hanno annesso unilateralmente quattro regioni ucraine che però non controllano completamente.

Il ministro degli Esteri russo ha poi affermato di non sapere che cosa dovrebbe fare l’Europa al tavolo dei negoziati sull’Ucraina, poiché la sua filosofia sul conflitto “non è andata da nessuna parte”. Lavrov ha richiamato l’attenzione sulle parole del presidente finlandese Alexander Stubb alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il quale ha affermato la necessità di avviare negoziati per il riarmo dell’Ucraina. “La filosofia degli europei non è andata da nessuna parte. Non so cosa dovrebbero fare al tavolo delle trattative. Se stanno ‘estorcendo’ qualche idea subdola sul congelamento del conflitto, mentre a modo loro intendono continuare la guerra, allora perché invitarli lì?”, ha detto Lavrov in una conferenza stampa dopo i colloqui con il ministro degli Esteri serbo Marko Djuric.

Che i rapporti tra Russia e Usa siano in una fase di disgelo lo testimonia l’ennesimo scambio di detenuti. Ieri il Cremlino ha confermato la liberazione di un cittadino statunitense, arrestato il 7 febbraio a Mosca con mezzo chilo di marijuana nascosto in contenitori di marmellata. La notizia del rilascio dell’americano era stata precedentemente rivelata dai suoi genitori su Facebook. E alcuni giorni fa aveva fatto ritorno a casa Mark Fogel, un insegnante arrestato nell’agosto 2021 per aver tentato di entrare in Russia con cannabis medica e condannato a 14 anni di carcere. Nel frattempo, Washington ha permesso il ritorno in Russia del presunto criminale informatico Alexandr Vinnik, condannato dal sistema giudiziario statunitense per riciclaggio di denaro.

Giorgio Cavalli

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