Ma che brutta influencer!

In Australia fa scalpore il caso di cronaca che vede protagonista una influencer arrestata perché accusata di aver avvelenato la figlia di un anno per ottenere donazioni e aumentare i suoi follower. Una rivelazione shock a carico della donna 34enne originaria del Queensland, le cui generalità non sono state rese note, arrivata dopo mesi di indagini scattate dietro segnalazione dei medici lo scorso ottobre. Gli investigatori hanno riferito che l’influencer drogava la piccola di pochi mesi e documentava con foto e video la sua “immensa sofferenza e dolore” che attribuiva a una presunta malattia terminale, proprio con l’intento di impietosire il pubblico. I suoi post riscuotevano grande successo tra gli utenti social, consentendole così di raccogliere decine di migliaia di dollari. I dottori avevano lanciato l’allarme quattro mesi fa, quando, ad ottobre, la bebè era stato ricoverata in ospedale per un grave episodio clinico.

In Australia fa scalpore il caso di cronaca che vede protagonista una influencer arrestata perché accusata di aver avvelenato la figlia di un anno per ottenere donazioni e aumentare i suoi follower. Una rivelazione shock a carico della donna 34enne originaria del Queensland, le cui generalità non sono state rese note, arrivata dopo mesi di indagini scattate dietro segnalazione dei medici lo scorso ottobre. Gli investigatori hanno riferito che l’influencer drogava la piccola di pochi mesi e documentava con foto e video la sua “immensa sofferenza e dolore” che attribuiva a una presunta malattia terminale, proprio con l’intento di impietosire il pubblico. I suoi post riscuotevano grande successo tra gli utenti social, consentendole così di raccogliere decine di migliaia di dollari. I dottori avevano lanciato l’allarme quattro mesi fa, quando, ad ottobre, la bebè era stato ricoverata in ospedale per un grave episodio clinico.

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