Sul “Corriere della Sera” (come quasi ovunque) ci si è a lungo complimentati con il Presidente Mattarella per il suo discorso di Capodanno definito “L’Agenda Concreta del Colle” riportandone addirittura i brani in neretto per sottolinearne appunto la Sua presunta “concretezza”. Ve li ripropongo integralmente e giudicate voi se vi sembrano “concreti” o se invece sono solo dell’ottima acqua fresca, condita con la consueta adulazione giornalistica. Non vi pare tutto un “si si, ma però”. Perché “Si tratta di abbandonare la rendita di facili ideologismi di maniera e di affrontare la realtà dei problemi con idee, proposte, onestà intellettuale, anche con la dialettica propria delle democrazie, ma senza il polverone di inutili conflitti. Questo per liberare il nostro Paese dalla bolla ideologica che rischia di soffocarlo. Il patriottismo allora non è una sciabola con la quale menare fendenti, né, tantomeno, una parola vuota da liquidare con sufficienza. (…) La pace non ha alternative ma non può essere serva di chi vuole sottomettere altri Paesi con le armi. Da noi, scienza, ricerca e tecnologia sconfiggono le malattie e allontanano la morte, ma ci sono lunghe liste d’attesa che costringono chi non ha i soldi a rinunciare alle cure. L’occupazione cresce, ma i salari sono bassi, si accompagnano alla precarietà e spingono alle fughe all’estero, spesso dei giovani migliori mentre le morti sul lavoro sembrano inarrestabili. (…) Il Sud paga la disuguaglianza con il Nord. La necessità dell’integrazione bussa alle nostre porte. Il clima cambia, e le alluvioni, ormai frequenti, richiedono prevenzione. (…) Bullismo, risse, uso delle armi, alcol e droghe travagliano la quotidianità dei più giovani. L’invecchiamento della popolazione e la crisi delle nascite appaiono irreversibili. Carceri sovraffollate rendono inaccettabili le condizioni dei detenuti e dei lavoratori penitenziari. Sempre più ragazze e ragazzi chiedono di fermare lo scandalo dei femminicidi. La sicurezza rimane un’esigenza di tutti, le truffe agli anziani sono una vergogna contro quella parte di cittadini che tanto contribuiscono, economicamente e non solo, alla crescita e alla protezione di figli e nipoti. Sembrano sfide senz’altro impegnative, ma relativamente affrontabili da un Paese che ha le risorse economiche, culturali e sociali del nostro…” Dopo cotanta concretezza, meno male che il Presidente ha concluso ricordandoci che quest’anno ricorrerà l’ 80° anniversario della Resistenza. Proprio Mattarella avrebbe potuto invece ricordare con ben maggiore fermezza l’assurdità di quanto sta accadendo nei confronti delle Forze dell’Ordine e solidarizzare con loro. Carabinieri e poliziotti minacciati, insulti in piazza, provocazioni e infinite critiche dai media. E’ incredibile che da una parte tanti cittadini si lamentino per l’insicurezza delle proprie città e poi siano messi in croce proprio quelli che cercano di contenere la delinquenza. Il caso di Milano dove 8 carabinieri sono indagati per la morte di un egiziano che non ha rispettato l’alt a un posto di blocco (dopo una probabile rapina, visto quello che aveva addosso) ed è morto schiantandosi dopo un inseguimento notturno in scooter durato venti minuti e dopo otto folli chilometri. In TV La 7, il “Corriere” ecc. hanno pubblicato un video agghiacciante dove l’audio vuole trasformare i carabinieri in insensibili sanguinari senza tener conto dei rischi che stavano correndo. Non una parola è stata spesa a criticare chi colpevolmente fuggiva contromano, ma criminalizzando chi lo inseguiva a rischio della propria vita. Così come a Rimini dove un altro carabiniere è accusato di omicidio per aver sparato a un folle che aveva già ferito gravemente con un coltello 4 persone lo stava accoltellando. Credo che molti agenti si domandino “Ma chi ce lo fa fare?” e davvero non hanno torto visto che sono assurdi capovolgimenti delle responsabilità, dove si incrimina chi difende la legge: è veramente assurdo. Per questo desidero esprimere loro solidarietà senza “”se e senza “ma”! Gian Carlo Poddighe
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