Quando “noi” eravamo in servizio, in uniforme, c’erano minacce di conflitto, latente, imminente ma non al livello odierno, di cui manca totalmente la percezione: eravamo molti, anche se non tanti, e combattevamo in primo luogo con l’usura e la scarsità dei mezzi…. e ci preparavamo.
Ai nostri colleghi odierni non solo auguri, ma soprattutto ringraziamenti… stanno più ancora di noi tutelando, e veramente, la pace, molto a rischio…
Sono spaventosamente pochi e non c’è nel paese la percezione di quanto stanno facendo, del loro logorio, fisico e mentale, dei rischi a cui sono esposti.
Chi può e nelle forme che può dovrebbe dare loro voce, ed allo stesso tempo occorre far sentire la nostra solidarietà e vicinanza…. è molto più che fare auguri con alberelli illuminati, renne e pagliuzze dorate
Gian Carlo Poddighe
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