Rosso di Siria

Un tentativo di colpo di Stato sarebbe stato attuato nella capitale della Siria Damasco. A riportare la notizia è la maggior parte dei media turchi, che pubblicano anche video di esplosioni e scontri nella capitale siriana che, affermano, sarebbero riconducibili all’ammutinamento di una parte dell’esercito. Ma il presidente siriano, Bashar al-Assad ha fatto sapere che il suo Paese è in grado di “sconfiggere i terroristi”, dopo l’offensiva lanciata dai ribelli nel nordovest della Siria. “La Siria continua a difendere la sua stabilità e integrità territoriale di fronte a tutti i terroristi e ai loro sostenitori, ed è in grado, con l’aiuto dei suoi alleati e amici, di sconfiggerli ed eliminarli, indipendentemente dall’intensità dei loro attacchi”, ha detto Assad durante una telefonata con il suo omologo emiratino. Secondo quando riferito dal governo libanese in un post pubblicato sul social X Abu Muhammad al Jolani, capo di Hayat Tahrir al Sham, raggruppamento di ribelli sunniti che hanno attaccato in Siria, sarebbe stato ucciso in un raid aereo russo. Il fatto sarebbe accaduto a Idlib. Intanto il capo della diplomazia iraniana ha fatto sapere che Teheran “sostiene fermamente l’esercito e il governo” siriani dopo l’offensiva dei ribelli. “Sosteniamo con forza l’esercito e il governo in Siria”, ha detto Abbas Araghchi prima di partire per Damasco. “L’esercito siriano sconfiggerà ancora una volta questi gruppi terroristici come in passato”, ha assicurato, secondo quanto scrive l’agenzia ufficiale Irna.

Quanto ad Assad, secondo alcuni portali, che citano giornalisti siriani, potrebbe essere fuggito in Russia. Sempre i media turchi riportano le parole del capo del governo di transizione siriano, Abdurrahman Mustafa, secondo cui i ribelli di Hayat Tahrir Al Sham sarebbero pronti a lanciare un’operazione “su tre diversi fronti” per prendere il controllo della città di Tal Rifat, nel nord del Paese. L’esercito siriano ha annunciato di aver espulso i ribelli islamici sostenuti dalla Turchia da due aree della provincia di Hama, nel centro del paese arabo, dove erano arrivati come parte di un’importante offensiva contro le posizioni controllate dal governo del presidente Bashar al-Assad.
“Le unita’ delle nostre forze armate che operano nella direzione del nord di Hama hanno rafforzato le loro linee difensive con ogni tipo di materiale e personale militare durante la notte, hanno affrontato le organizzazioni armate e hanno impedito qualsiasi avanzata”, ha affermato in un comunicato l’istituzione militare. L’esercito siriano ha annunciato di aver espulso i ribelli islamici sostenuti dalla Turchia da due aree della provincia di Hama, nel centro del paese arabo, dove erano arrivati come parte di un’importante offensiva contro le posizioni controllate dal governo del presidente Bashar al-Assad.
“Le unità delle nostre forze armate che operano nella direzione del nord di Hama hanno rafforzato le loro linee difensive con ogni tipo di materiale e personale militare durante la notte, hanno affrontato le organizzazioni armate e hanno impedito qualsiasi avanzata”, ha affermato in un comunicato l’istituzione militare. Le unità governative sarebbero riuscite a “mettere in sicurezza diverse zone dopo aver espulso i terroristi. Le piu’ importanti di queste zone sono Qaleet al Madeeq e Maardes. Decine di loro sono morti e gli altri sono fuggiti”.
Maardes, a nord della citta’ di Hama, è una cittadina strategica situata sull’autostrada M5, che collega da sud a nord la Siria, spina dorsale del Paese arabo. L’annuncio arriva dopo che l’esercito siriano ha dichiarato ieri sera che stava preparando una controffensiva alla battaglia iniziata mercoledì scorso da una coalizione di ribelli, guidata dal gruppo islamista Levant Liberation Organization, divisosi nel 2016 dal ramo siriano di Al Qaeda. La Casa Bianca ha imputato la conquista di Aleppo a maggioranza islamica alla “dipendenza” del regime di Bashar al-Assad da Russia e Iran. “Il persistente rifiuto del regime di Assad di impegnarsi nel processo politico e la sua dipendenza dalla Russia e dall’Iran hanno creato le condizioni per gli eventi attuali, tra cui il crollo delle linee controllate dal regime di Assad nel nord-ovest della Siria”, ha dichiarato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Sean Savett in un comunicato.

Filippo Borsani

Lascia un commento