No smoking please

L’Italia è quarta tra i paesi europei nella speciale classifica della percentuale di abitazioni nelle quali non si fuma. Sono i risultati di un’importante indagine pubblicata su ERJ Open Research. La Grecia è arrivata ultima tra i 12 paesi nel sondaggio, con il fumo consentito in più della metà delle case. In Romania, Bulgaria e Spagna più di quattro case su dieci consentono di fumare. L’Inghilterra ha ottenuto il punteggio più alto tra i 12, con più di otto case su dieci prive di fumo, seguita da Irlanda, Lettonia e Italia. I ricercatori affermano che la percentuale di case senza fumo è in crescita, ma i progressi sono troppo lenti e sono necessari ulteriori sforzi per proteggere bambini e adulti dagli effetti sulla salute derivanti dal fumo passivo in casa. L’autrice dello studio è Olena Tigova della Tobacco Control Unit del Catalan Institute of Oncology, Barcellona, Spagna ha affermato: “L’esposizione al fumo passivo, in qualsiasi contesto, è dannosa sia per gli adulti che per i bambini. Dal 2004, molti paesi europei hanno introdotto normative antifumo nei luoghi pubblici. Tuttavia, gli ambienti privati, in particolare le case, rimangono luoghi comuni per il fumo e l’esposizione al fumo di tabacco. Con questa ricerca, abbiamo voluto esaminare le regole sul fumo domestico nella popolazione generale in Europa. Sebbene siano state condotte alcune indagini nazionali, non vi è stata alcuna indagine multinazionale in Europa dal 2010”. Sono state intervistate circa 1.000 persone in ciascuno dei 12 paesi che hanno preso parte alla ricerca (11.734 persone in totale). Queste persone sono state attentamente selezionate per rappresentare la popolazione di ogni paese e sono state intervistate faccia a faccia nel 2017-18. È stato chiesto loro se fosse consentito fumare in qualsiasi punto delle loro case e, in caso affermativo, se ci fossero restrizioni al fumo in casa.

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