L’esercito israeliano ha effettuato un attacco contro il quartier generale del gruppo militante libanese Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut. Lo riferisce il portavoce militare Daniel Hagari in un comunicato televisivo. “Le Idf hanno effettuato un attacco preciso contro il quartier generale centrale dell’organizzazione terroristica Hezbollah nascosto sotto gli edifici residenziali nel cuore del quartiere Dahieh di Beirut” scrive l’esercito su X.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu è uscito nel bel mezzo di un briefing con i giornalisti israeliani, dopo il suo discorso alle Nazioni Unite, dopo essere stato avvertito di un attacco a Beirut delle forze armate. Il suo segretario militare, il maggiore generale Roman Gofman, gli aveva sussurrato qualcosa all’orecchio, riporta Times of Israel, pochi minuti prima che interrompesse il briefing e se ne andasse con i suoi consiglieri.
L’ufficio del premier israeliano ha annunciato il rientro anticipato in Israele di Benjamin Netanyahu. Netanyahu partirà da New York alle 20, ore locale. Una decisione giunta dopo il massiccio attacco a Beirut contro il quartier generale di Hezbollah.
“Hamas è un’idea. È un’organizzazione terroristica ma è anche un’idea. E un’idea non si può uccidere. Si può vincere solo proponendo un’idea migliore”. Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, nel suo intervento al Council of foreign relations. “Senza una soluzione politica entriamo in una spirale senza fine di guerra e Gaza diventerà una seconda Somalia, e la Cisgiordania diventerà una seconda Gaza. E forse anche il Libano meridionale sta diventando un’altra Gaza, diventando il campo di battaglia dello scontro tra Israele e Iran, e ciò comporta due rischi importanti”, ha spiegato.
“Il primo è mettere a rischio la normalizzazione delle relazioni tra gli arabi e gli israeliani. È stato un grande vantaggio, un grande salto per fare la pace tra gli arabi e Israele”, ha evidenziato.
“Questi sono oggi in pericolo, anche le relazioni arabo-israeliane sono in pericolo, in particolare con Egitto e Giordania. E certamente sta posticipando la normalizzazione con i sauditi. E il secondo rischio è l’intensificazione della guerra tra Israele e Iran tramite Hezbollah gli Houthi. Gli Houthi non sono più una tribu’ sulle montagne dello Yemen che usa razzi vecchio stile. Sono molto meglio addestrati, molto meglio equipaggiati”, ha ammonito Borrell.
Il primo ministro libanese Najib Mikati ha esortato la comunità internazionale a “fermare” Israele dal condurre una “guerra genocidaria” contro il Libano. Il suo appello è stato diffuso poco dopo il violento attacco israeliano alla periferia sud di Beirut. “Questa nuova aggressione israeliana dimostra che al nemico israeliano non importa di tutti gli sforzi internazionali e gli appelli a un cessate il fuoco”, ha affermato Mikati da New York, in una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio.
L’escalation degli attacchi israeliani in Libano è “catastrofica”, e il Paese sta affrontando il suo periodo più mortale da anni. Lo ha dichiarato il coordinatore umanitario Onu in Libano, Imran Riza. “Stiamo assistendo al periodo più mortale in Libano da una generazione e molti esprimono il timore che questo sia solo l’inizio”, ha avvertito in un’audizione a Ginevra.
Il ministro della Salute libanese Firass Abiad ha riferito che 25 persone sono state uccise negli attacchi israeliani in Libano a partire dalle prime ore di oggi. Da parte loro le forze armate israeliane hanno annunciato di aver colpito decine di depositi di armi di Hezbollah, lanciarazzi innescati ed edifici utilizzati dal gruppo filo-iraniano a Sidone, Nabatieh e altre aree del Libano meridionale. Finiti nel mirino dei caccia anche diversi lanciarazzi a Haddatha, nel Libano meridionale, utilizzati per attacchi contro la città di Tiberiade, nel nord di Israele.
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