Sinner bersaglio degli invidiosi

“È incomprensibile che Sinner sia stato assolto da un tribunale in questo contesto. Non c’è modo di aggirare il fatto che Clostebol comporta automaticamente una squalifica da due a quattro anni. È una vicenda che puzza da morire”. L’esperto di doping tedesco Fritz Soergel ritiene “insostenibile” che il numero 1 del tennis mondiale Jannik Sinner possa prendere parte agli Us Open che inizieranno lunedì prossimo a New York nonostante l’assoluzione dopo due test antidoping positivi. Allo stesso tempo Soergl, “spera che l’agenzia antidoping americana Usada ed il boss Travis Tygart entrino in scena” e possano cosi’ impedire all’italiano di iniziare il torneo. Soergl commentando la sentenza di assoluzione da parte di un tribunale indipendente dopo aver sentito la versione del tennista italiano e raccolto documenti e informazioni, a Sport1 ha detto, “questa versione non è molto credibile, sulla scatola (farmaco, ndr) c’era anche scritto che il test antidoping sarebbe risultato positivo e per spiegare questi valori è necessario che il farmaco venga assunto da molto tempo, pochi giorni non bastano”.
Secondo la sentenza Sinner è risultato positivo in due occasioni a distanza di otto giorni, la prima volta il 10 marzo e la seconda il 18. Lo spray contenente lo steroide anabolizzante viene massaggiato sulla pelle per favorire la rigenerazione e, secondo Soergl, “questo è ideale perché a basse dosi penetra nella pelle e raggiunge esattamente il punto dell’infiammazione o della lesione, ciò significa che l’atleta può recuperare più rapidamente ma se lo fai per qualche settimana, è semplicemente doping”.
Le pomate a base di Clostebol in Germania sono considerate doping. Il professore, che insegna all’Università di Duisburg-Essen, sostiene che usare uno spray a base di steroidi anabolizzanti per curare una ferita è “ridicolo”. Il riferimento è al fatto che il fisioterapista di Sinner, Giacomo Naldi ha usato il prodotto ‘Trofodermin’ (contiene Clostebol) per curare una ferita al mignolo della mano e poi ha massaggiato, senza guanti, il tennista italiano originario dell’Alto Adige tra il 5 ed il 13 marzo. Soergl ha affermato di aver chiesto alla Wada (agenzia mondiale antidoping) di agire: “secondo me la questione non è chiusa, Clostebol è Clostebol e Clostebol porta automaticamente a una squalifica da due a quattro anni”.

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