L’iniziativa di Brasile, Colombia e Messico (considerando la contiguità dei personaggi al potere) aiuta certamente Maduro a guadagnare tempo nella speranza della mutevolezza della comunità internazionale appena si profila una nuova crisi da qualche altra parte, ripetendo una strategia che ha perseguito con successo per anni.
La stessa definizione di Lula delle elezioni venezuelane come un processo “standard e ordinato” e il sostegno entusiasta di gran parte del Partito dei Lavoratori per il dittatore venezuelano suscitano molte perplessità e lasciamo molti dubbi.
Lula ha solo preso tempo, mantenendo una posizion ambigua: quanto è disposto il Brasile (il brasile e non Lula…) a condannare la transizione di Maduro al dominio “in stile Ortega”, aiutando inavvertitamente Maduro a evitare un più ampio isolamento diplomatico in Occidente? Non è che alla fine Lula diventi l’”utile idiota” di Maduro ?
Il commento dell’entourage di Lula sulla “mancanza di fiducia” nei conteggi dei voti forniti dall’opposizione dovrebbe far riflettere profondamente su coloro che difendono la strategia di Lula, che di fatto mette in discussione la corsa a denunciare Maduro, ed enfatizzano lula come “saggio e prudente”
Lo scenario, per chi conosce il Venezuela, ma anche la politica di Lula ed in genere dei leader o “caudillos” latinoamericani è una sola: tutti i tentativi di attori esterni di mediare tra Maduro e l’opposizione non avranno alcun impatto tangibile.
Lula guadagna dei punti, come politica regionale e come politica interna, ma la sua capacità non certo di plasmare ma solo influenzare gli eventi a Caracas è minima se non nulla, basti pensare quanto conti Cuba
Per indebolire Maduro è stata ed è certamente più importante, efficace ed influente, la posizione di Miley, che ha privato Maduro della tradizionale stampella peronista (e nulla più), e sembra più importante la nuova posizione del Centro carter, che era stato più di una stampella per la crescita ed il consolidmento del chavismo (la memoria corta (?) dei media e dei politici oscura i fatti e la reciproca proposta di assegnazione del premio Nobel, a Carter ed a Chavez ..!!) Gian Carlo Poddighe
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