Chiesto lo stato di emergenza in Piemonte a causa dei forti danni inflitti dal nubifragio che ha investito, oltre al Piemonte, la Val d’Aosta, dove 200 persone sono state evacuate con gli elicotteri a causa dell’impraticabilità della strada regionale 47. Esondato il fiume Dora Baltea. In difficoltà anche Macugnaga, importante centro turistico della Valle Anzasca, ai piedi della parete est del Monte Rosa. Allerta gialla anche in Lombardia e Veneto. In Svizzera due persone sono morte e un’altra risulta dispersa a causa di una frana nel Canton Ticino.
“Seguo costantemente l’evolversi del maltempo che ha colpito la Valle d’Aosta e gli altri territori del Nord Italia. Vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite. Per favore, non parliamo più di eventi eccezionali ma ordinari, ai quali purtroppo dobbiamo prepararci tutti, istituzioni e cittadini, in una seria attività di prevenzione strutturale e non. Il governo è pronto a fare la propria parte”, scrive su Facebook il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci.
Da ieri sera sono al lavoro gli uomini della Protezione civile del Piemonte guidati dal responsabile del settore Franco De Giglio per seguire l’andamento della perturbazione e coordinare gli interventi della Protezione civile in stretto raccordo con le Prefetture. “Da ieri sera sono personalmente in contatto con i sindaci delle zone colpite: abbiamo monitorato per tutta la serata e nella notte l’andamento della perturbazione che ha colpito alcune zone del Piemonte – dice il presidente della Regione Alberto Cirio – i danni più seri di sono registrati sul fronte del Gran Paradiso, nel Canavese, nelle valli Orco e di Lanzo e nella zona di Macugnaga. La Sala regionale è operativa e i nostri tecnici sono al lavoro e stanno raggiungendo le zone colpite per una prima conta dei danni e per individuare con i Comuni i primi urgenti interventi di ripristino. Sono in contatto con la Regione Valle d’Aosta e questa mattina ho sentito al telefono il Capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, per la richiesta dello stato d’emergenza”.
“La nostra regione è colpita dall’eccezionale ondata di maltempo, ancora in corso: servono pertanto immediatamente misure straordinarie per affrontare l’emergenza”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto che segue gli sviluppi della perturbazione che ha colpito alcune zone del Piemonte. “Ringrazio – aggiunge – gli uomini della Protezione civile del Piemonte, da ieri sera a lavoro, le squadre dei Vigili del fuoco, del Soccorso alpino ed i volontari del Coordinamento regionale. Il mio pensiero e il mio abbraccio va a tutte le Comunità coinvolte”.
La Protezione civile regionale, intanto, rende noto che le situazioni particolarmente significative hanno interessato nella nottata la Valle Orco e la Valle Soana. I volontari sono stati sul posto e hanno supportato le amministrazioni coinvolte dall’evento. A Chialamberto ci sono tre frazioni isolate ed è stata disposta l’evacuazione in via precauzionale di due condomini per un totale di circa 20 persone, ospitate presso i locali allestiti nella palestra comunale con il supporto dei volontari. Tra Noasca e Locana c’è una frana che impedisce la circolazione sulla statale 460 per Ceresole Reale: la Città metropolitana inizierà questa mattina le operazioni di rimozione. I vigili del fuoco hanno evacuato a piedi, oltre la frana, 35 persone che erano in un ristorante a cena e che hanno trascorso la notte in un centro allestito a Locana.
Da segnalare intervento dei vigili del fuoco di Torino effettuato stanotte tra Montanaro e San Benigno Canavese per il salvataggio di due adulti e di una neonata di 3 mesi bloccati in auto per l’innalzamento dell’acqua del torrente Orco. Durante la notte è stato monitorato anche il territorio del nodo idraulico di Ivrea, in quanto si è verificato un significativo innalzamento dei livelli della Dora Baltea, che in Valle d’Aosta in alcune stazioni hanno superato il livello di pericolo/rosso. La piena in Piemonte e’ passata nella notte con livelli contenuti entro quello di guardia.
Situazione critica anche a Macugnaga. E’ esondato un torrente che attraversa il paese e ha allagato la strada che porta al centro, impedendo l’accesso a livello della località Staffa. Stanno operando squadre dei Vigili del fuoco, del Soccorso alpino ed i volontari del Coordinamento regionale. Manca l’energia elettrica a circa 1500 utenze, per le quali la centrale operativa di Enel ha disposto l’invio di personale per consentire il ripristino del servizio, che si presenta complicato per l’allargamento di alcune cabine. Al momento ne sono state ripristinate circa 500.
Durante la notte, a causa della pioggia torrenziale, con accumuli superiori a 200 mm in poche ore ha causato alla esondazione di due corsi d’acqua: sono usciti dagli argini il rio Tambach, che ha invaso la piazza del municipio e gran parte dell’abitato di Staffa, la principale delle dodici borgate in cui è articolato il paese. L’acqua uscita con grande furia ha strappato via il ponte in corrispondenza della stazione della funivia, danneggiato le strade e allagato abitazioni e locali. Una novantina di residenti hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni. Non ci sono però né feriti né dispersi.
Il personale della Direzione Viabilità della Città metropolitana di Torino è al lavoro dalla scorsa notte nelle Valli Orco e Soana, nelle Valli di Lanzo e in altre zone anche di pianura del Canavese per affrontare l’emergenza creata dalle forti precipitazioni della serata di ieri. In Valle Orco si sta lavorando per liberare la Provinciale 460 dalla frana caduta nei pressi di Fornolosa di Locana e assicurare prima possibile la transitabilità nel tratto tra Fey e Fornolosa. Già nella serata di ieri una ditta appaltatrice locale è intervenuta per limitare i danni. Stamani altri mezzi di ditte appaltatrici, personale della Direzione Viabilità e Vigili del Fuoco sono al lavoro per la rimozione del materiale presente sulla carreggiata. Si sta lavorando per consentire il transito ai mezzi di soccorso, ai residenti e ai turisti che sono rimasti bloccati in alta valle.
A Noasca è nuovamente transitabile il ponte lungo la SP 460, chiuso precauzionalmente ieri sera. Sulla Provinciale 47 della Val Soana ad Ingria il materiale sceso sulla carreggiata a seguito di una frana è stato rimosso grazie a mezzi messi a disposizione dal Comune e da una ditta appaltatrice della Città metropolitana. Il transito è consentito con prudenza e si sta procedendo alla pulizia del fondo stradale. Nella Val Grande di Lanzo, sulla Strada Provinciale 33 a Chialamberto al momento è chiuso precauzionalmente il ponte sul torrente Vassola, con deviazione su di una strada comunale. Sono in corso valutazioni tecniche per la verifica di eventuali scalzamenti delle scogliere dell’alveo nelle vicinanze del ponte. “Oltre alle frane e alle chiusure precauzionali di ponti, il personale della Citta’ metropolitana di Torino nelle ultime 24 ore è dovuto intervenire per rimuovere alberi caduti sulle strade provinciali e assicurare che il transito potesse avvenire in sicurezza – spiega il consigliere metropolitano delegato alla Protezione Civile, Pasquale Mazza – e l’impegno congiunto del nostro personale, delle forze dell’ordine, dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa, dei gruppi locali della Protezione Civile e degli AIB ha consentito di intervenire tempestivamente”..
Problemi anche i per i turisti. Solo a Macugnaga in questo weekend erano presenti più di 500 persone che hanno partecipato ad una celebre corsa in montagna, la Monterosa Est Himalayan trail, tenutasi ieri. Alcuni di loro sono rimasti bloccati senza la possibilità di rientrare a valle e senza un posto dove trascorrere la notte. Nella frazione di Pecetto, invece, è esondato il torrente Anza. La strada regionale 549 è interrotta tra Pecetto e Isella. I danni sono ingenti. Nella notte è mancata l’energia elettrica praticamente ovunque. Già dalle prime luci dell’alba la protezione civile è al lavoro per rimuovere i materiali trascinati dalla furia dell’acqua e ripristinare la viabilità.
A seguito del maltempo che ha investito la Valle d’Aosta, nella notte è proseguita l’attività di monitoraggio e soccorso che ha coinvolto il personale della Protezione civile, dei vigili del fuoco professionisti e volontari, del Corpo forestale della Valle d’Aosta, del 118, del Soccorso alpino e delle forze dell’ordine oltre al personale e le amministrazioni dei comuni interessati. Le situazioni di maggiore criticità si sono verificate in bassa Valle, nella Valtournenche e nella zona di Cogne, con auto trascinate dall’acqua e lo sgombero anche di strutture ricettive.
A causa dell’ondata di piena della Dora Baltea vi sono state alcune esondazioni. Tra queste a Montjovet, dove sono state evacuate dai loro alloggi 2 famiglie, salite ai piani alti; a Issogne la Dora è fuoriuscita tra le località Favà e Fleuran e alcuni abitanti sono stati fatti salire ai piani superiori. Attualmente la strada statale 26 è chiusa a tratti a Bard, Donnas e Champdepraz. Si sta valutando la riapertura.
A Cogne la strada regionale 47 (attualmente chiusa da Ozein) è stata pesantemente danneggiata in diversi tratti sia nel Comune di Aymavilles che in quello di Cogne. Danni rilevanti anche sulla strada comunale di Valnontey, dove risultano fuori uso sia la rete elettrica che l’acquedotto. Nella notte sono stati effettuati due interventi dell’elisoccorso che hanno permesso di mettere in salvo una famiglia con una bambina piccola, rimasta bloccata in Valnontey e tre persone isolate nel vallone dell’Urtier. Circa 200 persone, tra residenti e turisti, sono state evacuate in elicottero dalla vallata di Cogne. Gli sfollati dovrebbero essere ospitati in strutture alberghiere di Aosta, che hanno offerto camere gratuite.
Nella Valle di Cogne sono in corso sopralluoghi tecnici per un’altra verifica dei danni causati dal maltempo e per valutare gli interventi da attivare. Nella Valtournenche l’esondazione del torrente Marmore ha causato danni ingenti nel centro di Cervinia. Sono in corso i lavori per il disalveo del torrente e per un primo intervento in paese.
Il maltempo che ha colpito la Val d’Ossola si è scatenato nel corso della notte anche in territorio elvetico, appena al di là del confine. Interessata in particolare la Vallemaggia, nell’Alto Canton Ticino. Secondo quanto si apprende dalla Polizia cantonale e dalla Rega (l’organizzazione di soccorso elvetica) un’importante frana è caduta in zona Fontana: due persone sono morte e un’altra è data per dispersa. I soccorsi sono resi particolarmente difficoltosi dalle cattive condizioni meteo. La strada cantonale è interrotta dal ponte di Visletto, travolto dalle acque. Le valli Bavona, Lavizzara e di Campo non sono raggiungibili via terra. Sono inoltre stati evacuate abitazioni
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