Ad un passo dal disastro

Contro l’avanzata delle truppe russe in Ucraina, il presidente americano Joe Biden sta prendendo in considerazione l’idea di revocare i limiti all’uso da parte di Kiev di armi a corto raggio statunitensi per attaccare all’interno della Federazione. Lo scrive il Washington Post, indicando tra le iniziative allo studio anche misure contro la Cina per la fornitura di tecnologia chiave a Mosca.
Il Cremlino e’ a conoscenza della dichiarazione del viceministro della Difesa polacco, Cezary Tomczyk, secondo cui Varsavia non ha posto restrizioni all’Ucraina sull’utilizzo delle armi fornite che possono quindi essere utilizzate anche per colpire obiettivi russi. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, citato dalle agenzie russe. “Abbiamo visto la dichiarazione, ma, in realta’, era abbastanza ovvio anche prima di questa dichiarazione, non c’erano segreti a questo riguardo”, ha detto Peskov. Il portavoce ha osservato che la Federazione Russa ha piu’ volte parlato della sua reazione nel caso in cui Kiev usasse armi occidentali per colpire il suo territorio. “Abbiamo gia’ parlato diverse volte e il presidente Putin ha risposto ieri a questa domanda nella sua conferenza stampa, al termine della sua visita a Tashkent. Vi consiglio semplicemente di ricordare le parole del presidente”, ha aggiunto Peskov. “Non manderemo nemmeno un soldato a combattere in Ucraina perché non siamo in guerra con la Russia, noi difendiamo l’indipendenza dell’Ucraina e non siamo in guerra con la Russia, sono due cose ben diverse”. L’ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani inaugurando il Salone Nautico di Venezia. “Siamo invece pronti, nel caso in cui ci fosse una missione Onu a guida araba per dare vita ad uno stato palestinese, a inviare i nostri militari per ripetere quello che stanno facendo con molta capacita’ tra Libano e Israele” ha poi concluso. Claudio Ricciardi

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