Non ci sono sopravvissuti sull’elicottero del presidente iraniano Ebrahim Raisi, precipitato ieri sulle montagne nel nord-ovest del paese, di ritorno da un viaggio in Azerbaigian. Sull’elicottero vi erano nove persone, tra cui anche il ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian. La morte di Raisi è stata annunciata dai media iraniani e dall’emittente Al Jazeera. Quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa non lascia però spazio ad alcuna speranza. Le immagini del relitto riprese da lontano mostrano intatta solo la coda dell’elicottero, mentre l’abitacolo è in frantumi e completamente bruciato. Dopo l’incidente, nella notte e alle prime ore dell’alba, si è svolta la frenetica ricerca da parte delle numerose squadre di soccorso, oltre una settantina, complicata dalle condizioni meteorologiche.
Il governo iraniano ha assicurato che “non ci saranno problemi” nell’amministrazione del Paese dopo la morte del presidente iraniano Ebrahim Raisi in un incidente in elicottero. “Con l’aiuto di Dio onnipotente e del popolo, non ci saranno problemi nell’amministrazione del paese”, ha affermato l’esecutivo in una nota al termine della prima riunione dopo l’annuncio della morte del capo dello Stato, “Assicuriamo alla nostra nazione leale, grata e amata che il cammino pieno di onore continuerà con lo spirito dell’instancabile Ayatollah Raisi, eroe e servitore del Paese”. La nota descrive Raisi, 63 anni, come un lavoratore instancabile che “ha sacrificato la sua vita per il Paese”.
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