Vicini alla pace

La delegazione di Hamas attesa al Cairo e’ arrivata in Egitto per la prosecuzione dei negoziati sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la liberazione degli ostaggi israeliani. Lo ha riferito la testata egiziana Al-Qahera News. “Progressi significativi sono stati realizzati nei negoziati”, riferisce Al-Qahera News, citando una “fonte di alto livello”. I mediatori egiziani sarebbero pervenuti a una “formula consensuale sulla maggior parte dei punti di disaccordo”. E secondo il quotidiano palestinese Al-Quds, rilanciato dai media israeliani, Hamas annuncerà l’approvazione dell’ultima proposta di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi nelle prossime ore. E anche il quotidiano saudita Asharq – stando al Times of Israel – riferisce che l’accordo e’ vicino, confermando che una risposta di Hamas è prevista per le prossime ore. Una fonte anonima di Hamas afferma che il gruppo islamista e’ disposto ad accettare la prima fase senza il ritiro delle truppe israeliane da Gaza perche’ crede di avere ancora “le carte per un maggiore potere riguardo all’identita’ di alcuni dei rapiti, soldati dell’IDF che sono ancora vivi”.
Un alto funzionario di Hamas ha detto ad Al Jazeera che l’insistenza del primo ministro Benjamin Netanyahu affinche’ Israele entri nella citta’ piu’ meridionale di Gaza, Rafah, indipendentemente da un potenziale accordo per lo scambio di ostaggi e’ un “elemento chiave” in discussione nei colloqui in corso oggi al Cairo. “Sfortunatamente, c’e’ stata una chiara dichiarazione da parte di Netanyahu secondo cui, indipendentemente da cio’ che potrebbe accadere, se ci fosse o meno un cessate il fuoco, continuera’ l’attacco”, ha detto ad Al Jazeera il portavoce senior di Hamas, Osama Hamdan. “Cio’ significa che non ci sara’ alcun cessate il fuoco e che l’attacco continuera’, il che e’ contrario a cio’ di cui stiamo discutendo”, ha detto. Mentre il portavoce di Hamas afferma che i colloqui con i mediatori egiziani e del Qatar stanno “andando avanti”, afferma che si concentrano “sulla questione principale, ovvero il cessate il fuoco completo e il ritiro completo da Gaza”.
Secondo quanto riporta il Times of Israel, Hamas ha chiesto la fine completa della guerra, scatenata dal massacro del 7 ottobre da parte del gruppo terroristico, e il ritiro di tutte le truppe delle forze di difesa israeliane da Gaza, mentre Gerusalemme insiste che continuera’ a rovesciare il governo di Hamas nella Striscia dopo una pausa nei combattimenti per liberare gli ostaggi. “Vogliamo almeno sapere esattamente cosa significa, la sua dichiarazione e la reazione dei mediatori. La nostra comprensione e’ che qualsiasi raggiungimento di un cessate il fuoco significa che non ci saranno piu’ attacchi contro Gaza e Rafah”, ha detto Hamdan. Il portavoce sostiene inoltre che gli Stati Uniti potrebbero porre fine immediatamente alla guerra a Gaza, se lo volessero. “Se l’amministrazione degli Stati Uniti ha detto chiaramente a Netanyahu, ‘basta troppo’… vi assicuro che cio’ accadra’”. I resoconti dei media arabi, rileva il giornale israeliano, oggi affermavano che gli Usa avevano assicurato che Israele avrebbe ritirato tutte le truppe da Gaza al completamento della terza fase di un potenziale accordo sugli ostaggi, anche se un funzionario israeliano sembrava respingere le notizie a priori.
Intanto, il bilancio delle vittime del conflitto nella Striscia di Gaza e’ stato aggiornato a 34.654 complessive. Lo riferisce il Ministero della Salute di Hamas. Nelle ultime 24 ore i morti sono stati almeno 32. Il numero complessivo dei feriti ammonta a 77.908.

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